tempus fugit

lunedì 9 marzo '09 at 5:56 pm (daydreaming, grumpy, italiano, thoughts, travel)

Ho scoperto solo adesso – troppo tardi ovviamente – che avrei potuto almeno provare a mandare un fottutissimo curriculum per “The Best Job In The World“. Un po’ altisonante, ma oggettivamente 140.000 dollari australiani per fare da guardia per 6 mesi ad un’isola deserta nella barriera corallina, curare le tartarughe, fare le foto alle balene e scrivere un blog non si discosta di molto dalla mia idea di Miglior Lavoro Del Mondo. Peccato che ormai è troppo tardi. Tra i 50 candidati scelti per affrontare la selezione finale, tra l’altro, non c’è nemmeno un italiano… Hey, potevo andarci io! Anche gratis!!

bestjob

Beh, voglio credere che ci saranno altre opportunità là fuori per impiegare in maniera soddisfacente il poco tempo che ci rimane prima di crepare. Me lo auguro, insomma.

A volte mi chiedo se arriverà mai il giorno in cui offerte di lavoro del genere non mi stuzzicheranno e l’idea di mollare tutto mi sembrerà una grandissima cazzata, come il giorno in cui mi sono accorta che il piccante è buono dopo anni di ferma convinzione del contrario. Oppure mi chiedo se avrò sempre addosso questo maledetto desiderio di andarmene (dove non è importante), un po’ come – temo – avrò sempre paura del buio e le tette grandi. Forse un po’ di terapia psicanalitica e una mastoplastica riduttiva aggiusteranno anche la mia inettitudine a radicarmi in un posto…

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AAA interior designer cercasi

lunedì 9 marzo '09 at 2:37 pm (daydreaming, italiano, thoughts, ToDo)

Non vorrei portarmi sfiga da sola ma FORSE ho comprato casa. Quindi cerco, needo disperatamente, le seguenti cose:

  • mobili carini
  • idee per arredare
  • accessori per decorare
  • volontari per imbiancare
  • soldi
  • molti soldi
  • ho già detto soldi?

Sto riconsiderando l’idea di appiccicare della carta da parati in una stanza, per esempio una di queste tre che ho visto sul sito delle carte da parati anni ’70:

carta-da-parati

Poi ho visto che ora all’Ikea fanno il PAX anche con ante scorrevoli di vetro verde foresta:

pax

Vabbe’. La cucina c’è già, con frigo, freezer, lavatrice, forno e lavastoviglie, quindi chiunque verrà ad aiutarmi a montare mobili, imbiancare, incollare carta da parati o <inserire qualunque altra manovalanza> verrà ripagato in pranzi/cene e non dovrà nemmeno lavare i piatti!! ^_^

Ah, se vi avanzano mobili, lampade, lampadari, stampe, cornici, divani, librerie, un KitchenAid o altro, fatemi sapere!!

… continua alla prossima puntata …

anisong

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aloha nui loa

martedì 24 febbraio '09 at 6:52 pm (daydreaming, hawaii, italiano, meteo, thoughts, ToDo, travel)

E così mi accorgo che, rimanda oggi, rimanda domani, sono circa 5 settimane che non scrivo un bel niente sul blog. Non è che non sia successo niente, è che forse non è successo nulla che si meritasse di essere bloggato, ossia nulla di particolarmente insulso, strampalato o incoerente. Beh, oggi finalmente è successo qualcosa, per cui eccomi qui ad aggiungere spessore al tomo virtuale del blog dei munchies. Fine del prologo.

Il fatto è che ho ricevuto un link ad un sito dedicato ai cosiddetti bento box o o-bento che dir si voglia (una mia vecchia passione), e cliccando un po’ a caso sono finita sul sito di una tizia che confeziona dei pranzetti inscatolati veramente carini. Tipo questo:

bento

Il fatto è che questa tizia abita a Honolulu e nel suo sito parla di cosa ha comprato dove, in posti dove sono stata anche io e, se non avessi avuto l’incubo di 2-colli-di-bagaglio-da-26-chili-max-l’uno, mi sarei comprata tutto. Il fatto è, per arrivare al dunque, che Oahu mi manca da impazzire, mi chiedo cosa cacchio ci faccio qui a volte, e non mi stupisce averci messo due mesi a finire di svuotare le valige.

E così questo sarà un ennesimo post taggato Hawaii. Ve lo dico, così lo sapete: le Hawaii sono il posto più meraviglioso del mondo. E’ pieno di giapponesi e giapponesate e asiatici, si mangia benissimo, tutto ha dei sapori buonissimi di cocco e frutto della passione e frutta tropicale, c’è il tonno crudo piccante (spicy ahi), il musubi (polpetta di riso ripiena e avvolta in alga nori) a ogni angolo di strada, le banane fritte in involtino, papaye a 50 centesimi l’una e orchidee ovunque. C’è Lush e ci sono i negozi di alimentari macrobiotici; manca solo la Feltrinelli ma in compenso ci sono un sacco di altre librerie fornitissime. Certo, è un posto sperduto in mezzo all’oceano, la terraferma più vicina è la California, a circa 4000 km di distanza, e il fuso orario è di -12 ore rispetto all’Italia, quindi non è che mantenere i contatti con parenti e amici dall’altra parte del pianeta sia facilissimo. Non è che la mamma ti può venire a trovare per un weekend. In compenso, durante tutto l’anno le temperature vanno dai 15 ai 30 gradi; la temperatura più fredda mai registrata è stata di -11 gradi in cima al Mauna Kea e la più alta di 38 gradi. Insomma, c’è un clima fottutamente ideale.

hawaii
20.09.2008 – Pupukea, North Shore of Oahu

Così, per dire. Mi perdo nei ricordi ultimamente. Cose che non torneranno più, e mi si spezza il cuore a pensarci. Però in qualche modo questa strana malinconia mi aiuta, mi fa sentire viva, intera, e se anche un sacco di cose della mia vita attuale andranno in merda – cosa del tutto possibile – saprò comunque che esistono delle vie d’uscita. Quando qualcosa finisce, c’è sempre qualcos’altro che inizia. Quando ci si aprono dei vuoti dentro, magari solo delle piccole crepe oppure delle voragini senza fondo, là fuori il mondo è pieno, pieno zeppo di cose con cui riempirli.

Se va tutto a puttane, cari miei, io farò carte false per emigrare alle Hawaii. Ve lo dico, così sapete dove trovarmi. Anzi, ora metto un bottone sulla barra laterale del sito con scritto “Donate via PayPal”. Perché mica ci posso arrivare a nuoto, alle Hawaii.

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pretty in pink

venerdì 16 gennaio '09 at 2:44 pm (cooking, girl-powered, italiano)

Voglio tutto rosa!

fauchon

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la droga

venerdì 16 gennaio '09 at 1:39 pm (italiano, WoW)

mekgineers-chopper

La mia gnometta rogue sul sidecar del Mekgineer’s Chopper nuovo di zecca di un amico… maledizione, che figata!!

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piccole donne crescono

mercoledì 14 gennaio '09 at 1:30 pm (caffeine, daydreaming, italiano, thoughts)

Chi mi fabbrica un’altalena da mettere in casa? Mio papà me ne aveva fatta una simile e l’aveva appesa in terrazzo, quando abitavamo dalle parti di Caserta, all’ultimo piano di un palazzo di fronte a un parco. Era un terrazzo bellissimo, che girava tutt’attorno alla casa, talmente grande che lo percorrevo in pattini! Insomma, è troppo volere un’altalena in casa? La domanda successiva è, esistono ancora i papà di una volta?

swing

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skinning 450

mercoledì 7 gennaio '09 at 1:44 pm (italiano, lolcats, thoughts)

 

fur2

Odio le pellicce e chi se le mette.

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venerdì 19 dicembre '08 at 2:51 pm (english, trivial)

everythingisshit

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prospettiva

lunedì 15 dicembre '08 at 1:12 pm (driving, grumpy, insomnia, italiano, meteo, music, thoughts)

Non c’è nulla come guidare in autostrada di notte sotto la pioggia, ascoltando Joan Jett a tutto volume e fumando una sigaretta, per farsi passare un’incazzatura e vedere le cose in prospettiva. Alzare il volume e schiacciare più a fondo il pedale dell’acceleratore, mentre i tergicristalli regalano visioni chiare della strada a tratti, e un attimo prima che spazzino il vetro quasi non si vede niente, solo luci confuse, e allora tanto vale chiudere gli occhi aspirando.

mg-0892
(foto presa da qui)

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retail therapy

venerdì 12 dicembre '08 at 1:17 pm (books, caffeine, cooking, daydreaming, girl-powered, hawaii, insomnia, italiano, love, thoughts, travel)

Lo so, c’è la crisi. C’è la recessione, lo sciopero generale indetto dalla CGIL, i tagli all’istruzione e alla sanità, l’inflazione galoppante, il prezzo del petrolio altalenante, il maiale alla diossina, il pesce al mercurio, il glutammato monosodico, l’inquinamento delle falde acquifere, l’8 per mille alla chiesa cattolica, il degrado dei cartoni animati alla TV e così via. Nonostante tutto, vorrei elencare i miei templi del consumismo negozi preferiti. Perché mi piacciono le liste e poi, dopotutto, siamo sotto Natale! Le strade sono piene di lucine che si accendono e si spengono ad un ritmo ipnotico, trasmettendo messaggi subliminali in codice morse che inducono allo shopping o quantomeno al window-shopping. Tutto è più bello ed improvvisamente irrinunciabile. Ora, se non fossi povera in canna e se avessi accesso, per esempio, alla carta di credito di Lourdes Ciccone, al libretto assegni dello stalliere del cugino di Bin Laden, alla paga settimanale della dog-sitter del chihuahua di Paris Hilton o al fondo-chirurgia-plastica di Nina Morić, beh, questi sono i negozi in cui probabilmente potreste avvistarmi mentre do sfogo ai miei istinti primordiali, arraffando a piene mani:

Il tutto inframmezzato da un pranzo a base di sushi, uno smoothie 100% frutta come spuntino dissetante, e magari un taglio di capelli da Coppola.

Soddisfatto questo primo attacco di shopping compulsivo, paragonabile in tutto e per tutto ad un’abbuffata notturna in fase pre-mestruale (meglio se nel frigo ci sono brie di capra, patè di olive nere, pomodorini secchi,  torta di carote e mandorle glassata e mezza bottiglia di Sauternes), potrei ritemprarmi pensando agli innumerevoli altri modi in cui spendere quantità imbarazzanti di denaro, con le tensioni accumulate che si sciolgono mentre mi abbandono mollemente alle cure di una squadra di estetiste professioniste in una Day Spa. Le tappe seguenti, più dispendiose in termini di tempo e più stimolanti in termini di difficoltà, sarebbero:

  • libri – in tutte le librerie che incrocio e ovviamente amazon.com, anche se ci priva del piacere di toccare, soppesare, sfogliare e annusare i libri
  • ingredienti – in negozi di alimentari normali e strani, con tappa certa da PeckDown to Earth (o analogo, come per esempio Whole Foods, Planet Organic o alla peggio NaturaSì)
  • vestiti e oggetti – da scovare curiosando per mercatini delle pulci, negozi dell’usato, botteghe del vintage e charity shop
  • utensili da cucina – in negozi specializzati, all’Ikea, e in ogni sgabuzzino polveroso di questo mondo

Il problema che si pone a questo punto è “dove mettere tutta questa roba?” (avendo risolto il problema precedente che era “come pagare tutta questa roba?”). Una volta sistemato e riposto ordinatamente tutto quanto – a patto che sia possibile – si porrà il problema: “in quante vite esattamente contavo di utilizzare tutta questa roba?!”

williams sonoma

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