love letters

venerdì 5 dicembre '08 at 12:48 pm (caffeine, english, girl-powered, insomnia, italiano, love, thoughts, ToDo, writing)

A voi non piacerebbe ricevere una lettera d’amore? A me sì! Non dico necessariamente una lettera di 5 pagine, illustrata e a colori… mi accontenterei anche di un bigliettino. Qualcuno ci ha pensato e ha mandato in giro ben 400 lettere d’amore, ognuna diversa, mica ciclostilate. Chissà? Magari un giorno toccherà anche a noi.

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tutto quello che avreste sempre voluto sapere sul tofu e non avete mai osato chiedere

giovedì 16 ottobre '08 at 12:17 pm (caffeine, cooking, italiano, thoughts, ToDo, trivial, writing)

Sto pensando di convogliare la mia digitazione compulsiva verso un food blog. Così, tanto per non lasciare niente di intentato. Vi saprò dire…


(ingredienti per un pranzo in ufficio)

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cose che si scrivono

giovedì 9 ottobre '08 at 3:15 pm (books, cryptic, daydreaming, girl-powered, insomnia, italiano, thoughts, ToDo, trivial, writing)

In questi giorni, forse anche grazie al recente iato hawaiiano, ho riflettuto un po’ sulla scrittura, i blog, le minchiate che si scrivono, le cose senza senso e quelle che un senso invece ce l’hanno. Scrivere tanto per oppure scrivere perché si ha qualcosa di unico da dire. 

Ho letto una piccola riflessione fatta da qualcuno che conosco, e un libro a dir poco intrigante, scaturito da un blog (libro che non avrei probabilmente mai comprato né letto se non me l’avessero regalato in aeroporto). E’ fin troppo evidente che finché chi legge i nostri parzialmente anonimi blog ci conosce di persona non potremo mai, mai essere sinceri, scrivere tutto, tutto quello che vorremmo, quello che non si può scrivere nei blog che hanno appiccicato un nome sopra. I post saranno sempre blandi, alla meglio criptici, asettici, neutri, universali. Non particolari. Aveva ragione Tiziano Scarpa quando scriveva che “I diari in rete fanno pena. Sono autocensura giornaliera in pubblico.” 

In questi giorni, se devo essere sincera, mi stanno ronzando in testa anche più pensieri del solito, cose, cose che vorrei non dimenticare, cose che vorrei sviscerare, cose che mi fanno sorridere e che mi fanno piangere, cose che non voglio associare a me stessa sulle pagine di questo o di un altro blog.

Già circa un anno fa avevo pensato di chiudere la baracca, anche se poi – evidentemente – non l’ho fatto. Ho continuato a scrivere cripticamente, in modo insoddisfacente per me e probabilmente per chi legge.

In questi giorni, credo proprio che staccherò la spina, per quanto questo blog mi abbia fatto compagnia in un periodo particolare della mia vita e per quanto mi ci sia, in qualche strano modo, affezionata.

La prossima volta non farò l’errore di dire a tutti dove trovarmi. E’ piuttosto evidente, d’altra parte, che non smetterò di scrivere… almeno per un bel po’.

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a volte ritornano

mercoledì 8 ottobre '08 at 12:42 pm (hawaii, insomnia, italiano, meteo, thoughts, writing)

Sono tornata.

Mi devo ancora propriamente riabituare a questa città fredda e grigia, a questi cieli bassi e striminziti, a stare seduta tutto il giorno davanti a un computer, a non sentire il rumore dell’oceano e tutto il resto.

Ho perso la voglia di scrivere cazzate inutili…

Ho letto un sacco di bei libri, e ne ho un sacco ancora da leggere.

Ho gli occhi pieni di immagini e colori, mi sento vagamente alienata.

Oggi per la prima volta da tanto tanto tempo ho addosso una gonna corta. Ho addosso collant, maglietta, borsetta, cerchietto e giubbotto di provenienza hawaiiana.

Non è facile essere tornata, però mi sento incredibilmente bene.

Non capisco se mi sembra di starmi ammalando perché patisco lo sbalzo di temperatura oppure le ore in ufficio, interminabili e claustrofobiche.

Ieri all’Esselunga ho comprato avocado, papaya, salsa di soia e marmellata di papaya e frutto della passione.

Temo che quest’autunno sarà interminabile.

PS: Guardatevi alcune delle foto che ho fatto alle Hawaii, i link li trovate qui.

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white noise

venerdì 1 agosto '08 at 12:32 pm (trivial, writing)

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northern star

giovedì 10 luglio '08 at 1:29 pm (daydreaming, driving, girl-powered, grumpy, insomnia, italiano, lyrics, travel, writing)

and I cry and no one can hear in hell
the blinded eyes that see the chaos
bring the pitiful to me
even though I’m wide awake I will
and blackest night and I wait for you
it’s cold in here there’s no one left
and I wait for you
and nothing stops it happening
and I knew I’d cherish all my misery alone

and I wait staring at the northern star
I’m afraid it won’t lead me anywhere
he’s so cold he will ruin the world tonight
all the angels kneel into the northern lights
kneeling to the frozen lights

and they paid, I cry and cry for you
ghosts that haunt you with their sorrow
I cried ‘cause you were doomed
praying to the wound that swallows
all that’s cold and cruel
can you see the trees
charity and gratitude they run to the pines
it’s black in here blot out the sun
and run to the pines
our misery runs wild and free
and I knew the fire and the ashes of his grace

and I wait staring at the northern star
I’m afraid it won’t lead you very far
he’s so cold he will win the world tonight
all the angels kneel into the frozen lights
feel their hearts they’re cold and white

and I want you
and blessed are the broken
and I beg you
no loneliness no misery is worth you
oh tear his heart out cold as ice it’s mine

and I wait praying to the northern star
I’m afraid it won’t lead you anywhere
he’s so cold raining on the world tonight
all the angels kneeling to the northern lights

and I pray begging to the northern star
I’m afraid it won’t lead you anywhere
he’s so cold he will rule the world tonight
all the angles kneeling to the northern lights
kneeling to the frozen lights
feel their hearts they’re cold as ice

Hole, “Northern Star”

Quest’estate Hawaii, ma quest’inverno vorrei tanto andare al nord, vedere tanto buio, tanta neve, tante luci blu. Ho tanta voglia di latitudini estreme, freddo pungente sulle guance, foreste. Guidare per un sacco di chilometri in macchina con qualcuno, ascoltando musica e chiacchierando. Chissà? So anche con chi vorrei andare, ma come dice Courtney Love, “and I wait staring the northern star, I’m afraid it won’t lead me anywhere“. Ho idea che rimarrà solo un sogno o – se sarò fortunata – un racconto. Sono stufa di volere cose impossibili. Sono stufa di volere e basta… Sono stufa di tante cose e in questi giorni ho solo voglia di partire per le Hawaii e stare tre settimane per i cazzi miei. Fare un viaggio lunghissimo e lontanissimo da sola. Ho voglia di troppe cose irrealizzabili e sono davvero stufa.

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dark room

lunedì 21 aprile '08 at 6:28 pm (italiano, trivial, writing)

Wow, ho trovato il software definitivo per scrivere, si chiama Dark Room. Fa quasi paura scontrarsi con una superficie monocroma su cui far apparire parole prive di formattazione, senza menu o icone da cliccare, viziata come sono dai vari Word o WordPress o chissà che altro. Ma dopo aver superato il primo scoglio, è fantastico, è così… essenziale.

Vabbe’, ho aggiunto un po’ di rumore al testo… ma insomma l’immagine sopra è la vista a schermo intero che propone questo word processor. Inquietante, vero?

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Hi, my name is Giulia and I’m a writer

lunedì 21 aprile '08 at 1:08 pm (books, girl-powered, grumpy, italiano, quotes, thoughts, ToDo, writing)

Considerando gli eventi recenti, la pioggia incessante di questi giorni e i vari desideri irrealizzati e forse irrealizzabili, ho deciso di mettermi in pausa per un po’, mettere in un cantuccio le varie attività che sono state predominanti in queste ultime settimane e ricominciare a leggere e scrivere. Leggere, perché è ora di finirlo questo Pendolo di Foucault (e, già che ci sono, intaccare la pila preoccupantemente alta dei “libri nuovi”), e scrivere, perché direi che di materiale ne ho accumulato parecchio, e idee vecchie che prima erano troppo liquide per essere imbrigliate ora forse sono sufficientemente distanti da essere messe a fuoco con il cannocchiale della ragione critica.

Provvidenzialmente, oggi è uscito un nuovo post (Zen Power Writing: 15 Tips on How to Generate Ideas and Write with Ease) su un blog sulla scrittura consigliatomi dall’oracolo. Già il primo punto mi è piaciuto parecchio:

1. Forge your identity. Say, “I am a writer!” Maybe you feel reluctant to say it because you think you’re not good enough? Well, forget about ‘good enough’! A writer writes. Do you write? If yes, then you are a writer. 

Beh, per scrivere scrivo… questo mi rende una scrittrice? Fingerò di essere spocchiosa come non sono e risponderò “sì”.

Holly Golightly: What do you do, anyway?
Paul Varjak: I’m a writer, I guess.
Holly Golightly: You guess? Don’t you know?
Paul Varjak
OK, positive statement. Ringing affirmative. I’m a writer.

Affermativo! Scrivo. E’ una di quelle cose di cui non posso fare a meno. E non ha importanza se scrivo tendenzialmente sempre delle stesse cose… finché ce n’è, perché non sviscerare tutto, ma proprio tutto? 

Solo un po’ mi rincresce per i personaggi ignari dei miei racconti, persone reali sventrate della propria individualità, smembrate e riassemblate in nuovi soggetti irriconoscibili ad un occhio distratto, carne da macello tritata e modellata a mo’ di polpetta, condita con le salse e le spezie che più piacciono a me. D’altra parte, nella vita di tutti i giorni siete voi a stilizzare me, lasciatemi almeno la licenza di stilizzarvi a mia volta nelle pagine che scrivo, che comunque non leggerete mai, da bravi illetterati menefreghisti che siete. 

Perché a leggere o semplicemente ascoltare ci sarebbe parecchio da imparare, a partire dal mio fottutissimo nome!!

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bla bla bla

mercoledì 19 marzo '08 at 2:27 pm (insomnia, italiano, writing)

Mi piace leggere quello che gli scrittori scrivono sulla scrittura.

Mi conforta, in quei giorni in cui ho un’idea ma non riesco a metterla bene a fuoco sulla carta, in cui ogni parola che scrivo mi fa schifo. In quei giorni in cui ho scritto qualcosa che mi soddisfa, invece, lo trovo molto rilassante.

Scrivere è veramente faticoso.

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due personaggi in cerca di autore

domenica 17 febbraio '08 at 3:40 pm (books, daydreaming, insomnia, italiano, ToDo, writing)

Non tutto quello che scrivo dev’essere per forza autobiografico.

Ho scoperto che c’è un piacere sottile nell’impersonare qualcun altro, nel vedere le cose attraverso gli occhi di personaggi fittizi, nel vivere esperienze di qualunque genere ma solo sulla carta, sulla pelle dei propri personaggi.

Bella scoperta, direte voi. Secoli di letteratura e te ne accorgi ora, direte voi.

Proprio così. Perché fin tanto che mi sono limitata a leggere cose scritte da altri (e ne ho lette tante, dio buono… che aNobii mi sia testimone!) non mi ero mai accorta del piacere che c’è nello scrivere cose estranee a me, ma scrivendole come se fossero parte della mia esperienza.

Qualche giorno fa, per caso, mi sono accorta di aver scritto tantissimo, di aver raccolto *centinaia* di pagine di materiale, anche se tutto piuttosto autobiografico, ossia, così com’è, decisamente inutilizzabile. Ieri, però, sono rimasta come folgorata sulla via di Damasco (o sulla via di Rogoredo… ma non suona altrettanto fico!). Mentre stavo leggendo tutt’altro, improvvisamente un paio di miei neuroni si sono guardati ed è stato come se l’ultimo pezzo del puzzle andasse al suo posto, e tutto avesse un senso. Ho intravisto LA TRAMA! E’ da ieri che non riesco a pensare ad altro.

Forse è vero che tutto capita per una ragione. O forse è la nostra mente che per farsene una ragione delle esperienze dolorose e incongruenti che ci capitano se ne viene fuori con soluzioni riassuntive che hanno del miracoloso.

Adesso quando qualcuno mi guarderà e mi dirà che gli sembro un po’ giù, invece di rispondere con la mia risposta standard (“sono solo un po’ stanca…”) potrò rispondere che sono stata sveglia tutta la notte a far muovere i miei personaggi come un burattinaio.

Magari mi darò alle droghe pesanti con la scusa di stimolare la creatività.

Vi racconto un’altra cosa.

Stanotte ho sognato di essere su un aereo, ma durante il decollo qualcosa andava storto e allora la pilota (sì, era una bionda…) tentava un atterraggio di emergenza. Accortasi però che non c’era più la pista, bensì un lago enorme, si è messa le mani sugli occhi e siamo sprofondati. Chiaramente, siamo tutti morti annegati. In quel momento, l’unica cosa che ho pensato è stata: “cazzo, adesso muoio e tutto quello che ho scritto su blog segreti di cui nessuno sa la password e tantomeno l’URL andrà perso per sempre”. Non ho pensato “ahhh non voglio morireee” né mi sono vista passare davanti un sacco di immagini della mia vita passata e delle persone care. No. Ho pensato al mio fottuto blog segreto.

Credo che qualcuno lì dentro stia cercando di dirmi che è ora di dare tutto in pasto agli squali! O di attraversare lo specchio. Dipende dai punti di vista :-)


(foto rubata da qui)

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