P.S. I love you

giovedì 9 aprile '09 at 6:41 pm (cryptic, daydreaming, full moon, girl-powered, hawaii, hippie, italiano, love, sardegna, thoughts, travel)

Ho sognato l’oceano qualche notte fa. Quell’acqua densa e scura che si alza e si abbassa, e il cielo carico di pioggia.

Ho sognato un mio amico, che però tanto amico non è più, e ho pensato al valore dell’amicizia, a tutti gli amici che ho trovato e perso nel corso degli anni, a quanto mi manca la mia amica che ora sta passando un brutto periodo e non ha molto tempo da dedicarmi.

Ho sognato mio padre stanotte, bello come era lui, con quegli occhi color nocciola e il suo completo grigio scuro, magro come era, moro, e alto. Me ne sono ricordata improvvisamente stamattina, guardando negli occhi color nocciola del mio amore mentre facevamo colazione al bar. Le immagini del sogno sono riaffiorate senza preavviso, facendomi sentire una stretta alla gola come se stessi annegando, e poi immancabilmente sono arrivate le lacrime, che ho trattenuto e nascosto per non rovinare la mattina del suo compleanno, così piena di sole e di felicità.

E ieri notte c’era la luna quasi piena, bellissima, tonda e bianca, a ricordarmi le tante notti in cui ho guardato la luna piena nell’ultimo anno, ripensando anche allora e ogni volta ad altre notti in cui mi ha fatto compagnia. Sono così, un po’ lunatica.

A dire il vero, ultimamente, mi rendo conto di come sono fortunata, anzi, privilegiata. Non scambierei la mia vita con nessun altro, le mie esperienze strampalate, il mio corpo non perfetto, la mia famiglia al femminile, la mia collezione di libri, le mie passioni incostanti, i miei errori.

Vedo cose che mi fanno rabbrividire, ascolto discorsi che mi lasciano senza parole, incontro persone che mi suscitano tanta pena e poca compassione. Ma poi vedo e leggo cose che mi riempiono di speranza, mi fanno sentire forte, nel giusto, con il risultato che in tutta questa confusione, in mezzo ai dubbi e alle lacrime, mi sento felice! Sì.

Tanto per cambiare, sono piena di idee che faccio fatica ad imbrigliare, pensieri un po’ sfumati che non ho intenzione di inscatolare. I ricordi mi tormentano, di giorno, di notte, sempre. Ricordi belli, come piantare il taro alle Hawaii, pranzare con mio padre in giardino in Sardegna, fare i muffin con zenzero e noci brasiliane con il mio amore o ricevere in dono da mia zia una zucca enorme cresciuta nel suo giardino. E per forza di cose anche ricordi brutti, come la telefonata di mia madre quella mattina per dirmi che mio padre era morto, e altri, che ogni tanto traboccano da quel pozzo senza fondo che sembra possa contenerne infiniti, e tenerli ben nascosti. 

Vorrei coltivare un orto, passare del tempo a contatto con la terra, guardare i lombrichi che scavano tunnel tra le radici dell’insalata, annusare le piante di pomodoro, strappare le erbacce e piantare i mange-tout, quei fagiolini che mi piacciono tanto ma che non vendono nei supermercati (chissà poi perché?).

Vorrei viaggiare a lungo, andarmene via, lontano da tutto e tutti; evidentemente la terapia del silenzio e del distacco dello scorso settembre non è stata sufficiente. La TV mi ha stufato, le chiacchiere prevedibili, l’egoismo, il cinismo di questa gente che ci governa, la banalità.

Si vive una volta sola.

Andiamo??

strada

Permalink 6 commenti

psicopatologia della quaresima

martedì 10 marzo '09 at 2:29 pm (daydreaming, insomnia, italiano, thoughts)

Oggi il mio collega con cui di solito cucino a pranzo ha portato una sleppa di lardo con cui si potrebbero fare saponette per un anno. 

A colazione ho mangiato una brioche con la nutella che aveva all’incirca 7000 calorie.

Ieri sera ho guardato 3 puntate di True Blood (vampiri, sesso, sangue) e poi sono uscita verso le 23 per andare a bere. Sono tornata a casa stamattina alle 9.

quinta_quaresima

Il bello della quaresima è che quasi sempre coincide con l’arrivo della primavera e io quest’anno mi sono proprio stufata dell’autunno prima e dell’inverno poi. Ho retto malissimo il freddo e ora tutto quello che vorrei è rosolarmi al sole come una costoletta sulla brace. Rimanere immobile su una spiaggia rovente rigirandomi prima a pancia in su, poi a pancia in giù, poi di nuovo a pancia in su, etc., fino a raggiungere un perfetto grado di cottura. Fino ad avere le traveggole e il cervello liquefatto. 

estate

Permalink 3 commenti

tempus fugit

lunedì 9 marzo '09 at 5:56 pm (daydreaming, grumpy, italiano, thoughts, travel)

Ho scoperto solo adesso – troppo tardi ovviamente – che avrei potuto almeno provare a mandare un fottutissimo curriculum per “The Best Job In The World“. Un po’ altisonante, ma oggettivamente 140.000 dollari australiani per fare da guardia per 6 mesi ad un’isola deserta nella barriera corallina, curare le tartarughe, fare le foto alle balene e scrivere un blog non si discosta di molto dalla mia idea di Miglior Lavoro Del Mondo. Peccato che ormai è troppo tardi. Tra i 50 candidati scelti per affrontare la selezione finale, tra l’altro, non c’è nemmeno un italiano… Hey, potevo andarci io! Anche gratis!!

bestjob

Beh, voglio credere che ci saranno altre opportunità là fuori per impiegare in maniera soddisfacente il poco tempo che ci rimane prima di crepare. Me lo auguro, insomma.

A volte mi chiedo se arriverà mai il giorno in cui offerte di lavoro del genere non mi stuzzicheranno e l’idea di mollare tutto mi sembrerà una grandissima cazzata, come il giorno in cui mi sono accorta che il piccante è buono dopo anni di ferma convinzione del contrario. Oppure mi chiedo se avrò sempre addosso questo maledetto desiderio di andarmene (dove non è importante), un po’ come – temo – avrò sempre paura del buio e le tette grandi. Forse un po’ di terapia psicanalitica e una mastoplastica riduttiva aggiusteranno anche la mia inettitudine a radicarmi in un posto…

Permalink 5 commenti

AAA interior designer cercasi

lunedì 9 marzo '09 at 2:37 pm (daydreaming, italiano, thoughts, ToDo)

Non vorrei portarmi sfiga da sola ma FORSE ho comprato casa. Quindi cerco, needo disperatamente, le seguenti cose:

  • mobili carini
  • idee per arredare
  • accessori per decorare
  • volontari per imbiancare
  • soldi
  • molti soldi
  • ho già detto soldi?

Sto riconsiderando l’idea di appiccicare della carta da parati in una stanza, per esempio una di queste tre che ho visto sul sito delle carte da parati anni ’70:

carta-da-parati

Poi ho visto che ora all’Ikea fanno il PAX anche con ante scorrevoli di vetro verde foresta:

pax

Vabbe’. La cucina c’è già, con frigo, freezer, lavatrice, forno e lavastoviglie, quindi chiunque verrà ad aiutarmi a montare mobili, imbiancare, incollare carta da parati o <inserire qualunque altra manovalanza> verrà ripagato in pranzi/cene e non dovrà nemmeno lavare i piatti!! ^_^

Ah, se vi avanzano mobili, lampade, lampadari, stampe, cornici, divani, librerie, un KitchenAid o altro, fatemi sapere!!

… continua alla prossima puntata …

anisong

Permalink 4 commenti

aloha nui loa

martedì 24 febbraio '09 at 6:52 pm (daydreaming, hawaii, italiano, meteo, thoughts, ToDo, travel)

E così mi accorgo che, rimanda oggi, rimanda domani, sono circa 5 settimane che non scrivo un bel niente sul blog. Non è che non sia successo niente, è che forse non è successo nulla che si meritasse di essere bloggato, ossia nulla di particolarmente insulso, strampalato o incoerente. Beh, oggi finalmente è successo qualcosa, per cui eccomi qui ad aggiungere spessore al tomo virtuale del blog dei munchies. Fine del prologo.

Il fatto è che ho ricevuto un link ad un sito dedicato ai cosiddetti bento box o o-bento che dir si voglia (una mia vecchia passione), e cliccando un po’ a caso sono finita sul sito di una tizia che confeziona dei pranzetti inscatolati veramente carini. Tipo questo:

bento

Il fatto è che questa tizia abita a Honolulu e nel suo sito parla di cosa ha comprato dove, in posti dove sono stata anche io e, se non avessi avuto l’incubo di 2-colli-di-bagaglio-da-26-chili-max-l’uno, mi sarei comprata tutto. Il fatto è, per arrivare al dunque, che Oahu mi manca da impazzire, mi chiedo cosa cacchio ci faccio qui a volte, e non mi stupisce averci messo due mesi a finire di svuotare le valige.

E così questo sarà un ennesimo post taggato Hawaii. Ve lo dico, così lo sapete: le Hawaii sono il posto più meraviglioso del mondo. E’ pieno di giapponesi e giapponesate e asiatici, si mangia benissimo, tutto ha dei sapori buonissimi di cocco e frutto della passione e frutta tropicale, c’è il tonno crudo piccante (spicy ahi), il musubi (polpetta di riso ripiena e avvolta in alga nori) a ogni angolo di strada, le banane fritte in involtino, papaye a 50 centesimi l’una e orchidee ovunque. C’è Lush e ci sono i negozi di alimentari macrobiotici; manca solo la Feltrinelli ma in compenso ci sono un sacco di altre librerie fornitissime. Certo, è un posto sperduto in mezzo all’oceano, la terraferma più vicina è la California, a circa 4000 km di distanza, e il fuso orario è di -12 ore rispetto all’Italia, quindi non è che mantenere i contatti con parenti e amici dall’altra parte del pianeta sia facilissimo. Non è che la mamma ti può venire a trovare per un weekend. In compenso, durante tutto l’anno le temperature vanno dai 15 ai 30 gradi; la temperatura più fredda mai registrata è stata di -11 gradi in cima al Mauna Kea e la più alta di 38 gradi. Insomma, c’è un clima fottutamente ideale.

hawaii
20.09.2008 – Pupukea, North Shore of Oahu

Così, per dire. Mi perdo nei ricordi ultimamente. Cose che non torneranno più, e mi si spezza il cuore a pensarci. Però in qualche modo questa strana malinconia mi aiuta, mi fa sentire viva, intera, e se anche un sacco di cose della mia vita attuale andranno in merda – cosa del tutto possibile – saprò comunque che esistono delle vie d’uscita. Quando qualcosa finisce, c’è sempre qualcos’altro che inizia. Quando ci si aprono dei vuoti dentro, magari solo delle piccole crepe oppure delle voragini senza fondo, là fuori il mondo è pieno, pieno zeppo di cose con cui riempirli.

Se va tutto a puttane, cari miei, io farò carte false per emigrare alle Hawaii. Ve lo dico, così sapete dove trovarmi. Anzi, ora metto un bottone sulla barra laterale del sito con scritto “Donate via PayPal”. Perché mica ci posso arrivare a nuoto, alle Hawaii.

Permalink 4 commenti

piccole donne crescono

mercoledì 14 gennaio '09 at 1:30 pm (caffeine, daydreaming, italiano, thoughts)

Chi mi fabbrica un’altalena da mettere in casa? Mio papà me ne aveva fatta una simile e l’aveva appesa in terrazzo, quando abitavamo dalle parti di Caserta, all’ultimo piano di un palazzo di fronte a un parco. Era un terrazzo bellissimo, che girava tutt’attorno alla casa, talmente grande che lo percorrevo in pattini! Insomma, è troppo volere un’altalena in casa? La domanda successiva è, esistono ancora i papà di una volta?

swing

Permalink 9 commenti

skinning 450

mercoledì 7 gennaio '09 at 1:44 pm (italiano, lolcats, thoughts)

 

fur2

Odio le pellicce e chi se le mette.

Permalink Lascia un commento

prospettiva

lunedì 15 dicembre '08 at 1:12 pm (driving, grumpy, insomnia, italiano, meteo, music, thoughts)

Non c’è nulla come guidare in autostrada di notte sotto la pioggia, ascoltando Joan Jett a tutto volume e fumando una sigaretta, per farsi passare un’incazzatura e vedere le cose in prospettiva. Alzare il volume e schiacciare più a fondo il pedale dell’acceleratore, mentre i tergicristalli regalano visioni chiare della strada a tratti, e un attimo prima che spazzino il vetro quasi non si vede niente, solo luci confuse, e allora tanto vale chiudere gli occhi aspirando.

mg-0892
(foto presa da qui)

Permalink 3 commenti

retail therapy

venerdì 12 dicembre '08 at 1:17 pm (books, caffeine, cooking, daydreaming, girl-powered, hawaii, insomnia, italiano, love, thoughts, travel)

Lo so, c’è la crisi. C’è la recessione, lo sciopero generale indetto dalla CGIL, i tagli all’istruzione e alla sanità, l’inflazione galoppante, il prezzo del petrolio altalenante, il maiale alla diossina, il pesce al mercurio, il glutammato monosodico, l’inquinamento delle falde acquifere, l’8 per mille alla chiesa cattolica, il degrado dei cartoni animati alla TV e così via. Nonostante tutto, vorrei elencare i miei templi del consumismo negozi preferiti. Perché mi piacciono le liste e poi, dopotutto, siamo sotto Natale! Le strade sono piene di lucine che si accendono e si spengono ad un ritmo ipnotico, trasmettendo messaggi subliminali in codice morse che inducono allo shopping o quantomeno al window-shopping. Tutto è più bello ed improvvisamente irrinunciabile. Ora, se non fossi povera in canna e se avessi accesso, per esempio, alla carta di credito di Lourdes Ciccone, al libretto assegni dello stalliere del cugino di Bin Laden, alla paga settimanale della dog-sitter del chihuahua di Paris Hilton o al fondo-chirurgia-plastica di Nina Morić, beh, questi sono i negozi in cui probabilmente potreste avvistarmi mentre do sfogo ai miei istinti primordiali, arraffando a piene mani:

Il tutto inframmezzato da un pranzo a base di sushi, uno smoothie 100% frutta come spuntino dissetante, e magari un taglio di capelli da Coppola.

Soddisfatto questo primo attacco di shopping compulsivo, paragonabile in tutto e per tutto ad un’abbuffata notturna in fase pre-mestruale (meglio se nel frigo ci sono brie di capra, patè di olive nere, pomodorini secchi,  torta di carote e mandorle glassata e mezza bottiglia di Sauternes), potrei ritemprarmi pensando agli innumerevoli altri modi in cui spendere quantità imbarazzanti di denaro, con le tensioni accumulate che si sciolgono mentre mi abbandono mollemente alle cure di una squadra di estetiste professioniste in una Day Spa. Le tappe seguenti, più dispendiose in termini di tempo e più stimolanti in termini di difficoltà, sarebbero:

  • libri – in tutte le librerie che incrocio e ovviamente amazon.com, anche se ci priva del piacere di toccare, soppesare, sfogliare e annusare i libri
  • ingredienti – in negozi di alimentari normali e strani, con tappa certa da PeckDown to Earth (o analogo, come per esempio Whole Foods, Planet Organic o alla peggio NaturaSì)
  • vestiti e oggetti – da scovare curiosando per mercatini delle pulci, negozi dell’usato, botteghe del vintage e charity shop
  • utensili da cucina – in negozi specializzati, all’Ikea, e in ogni sgabuzzino polveroso di questo mondo

Il problema che si pone a questo punto è “dove mettere tutta questa roba?” (avendo risolto il problema precedente che era “come pagare tutta questa roba?”). Una volta sistemato e riposto ordinatamente tutto quanto – a patto che sia possibile – si porrà il problema: “in quante vite esattamente contavo di utilizzare tutta questa roba?!”

williams sonoma

Permalink 3 commenti

propositi per l’anno nuovo

giovedì 11 dicembre '08 at 1:23 pm (girl-powered, insomnia, italiano, thoughts, ToDo)

Li faccio ogni anno, puntualmente, se non altro per riassumere le cose che vorrei fare e che non ho fatto o quelle che ho fatto e che non vorrei più fare. Per esempio, vorrei fare il corso per aiuto cuoco a cui non mi sono iscritta qualche mese fa, quando avrei potuto; oppure, dopo mesi di post su post privi di direzione o verso, vorrei finalmente mettere la parola fine ai miei vari blog.

Vorrei che il 2009 fosse un anno più radicato nella realtà e nel presente, a differenza del 2008 che è stato un po’ campato per aria e spesso oscillante tra passato e futuro.

Vorrei meno parole e più significato, più note monocromatiche e meno brusio.

Vorrei allontanare da me certi comportamenti, certi atteggiamenti e anche certe persone, con il bonus di non incazzarmi più spesso e volentieri per il semplice fatto che ho raggiunto il limite della sopportazione. Vorrei essere più zen, insomma.

Come in ogni lista dei buoni propositi che si rispetti, le mie entry sono ben definite, non vaghe, perché altrimenti non vale, sarebbe come l’oroscopo che – chissà come mai – ci becca sempre. Non credo che le elencherò pubblicamente, però, a parte le due che ho già confessato all’inizio, camuffandole da esempi.

Meno 20 giorni alla fine dell’anno, e ripensando a 365 giorni fa quasi non mi sembra possibile aver raggiunto la vetta di questo piccolo Everest. O forse sarebbe più giusto dire che non mi sembra possibile essere riuscita ad uscire dal pozzo senza fondo e con le pareti scivolose in cui mi sentivo intrappolata. Ma tant’è.

Chissà, magari tra 365 giorni romperò la no-blogging-rule e pubblicherò un invito a cena presso il mio nuovo ristorante… anche se è più probabile che mi troviate ancora qui a scrivere le solite frasette, mentre mangiucchio un muffin venuto un po’ storto con la glassa troppo dolce e quell’ingrediente mancante che non riesco a identificare.

Quindi, buoni ultimi 20 giorni del 2008 e buona lista dei propositi per l’anno nuovo! Se c’è una cosa che ho imparato è che non si punta mai troppo in alto, spesso per avere qualcosa basta chiedere. Chi non risica non rosica, chiedete e vi sarà dato. Oppure non chiedete un cazzo, rimanete chiusi nel vostro guscio foderato di ovatta e aspettate che passi la tempesta, la nottata, la fase della vita o la vita direttamente. E ricordatevi che nemmeno Babbo Natale legge nel pensiero, se non scrivete la vostra letterina con la lista di cosa vi piacerebbe ricevere, sceglierà lui a caso, e non potrete lamentarvi quando aprendo i pacchetti sotto l’albero troverete nell’ordine un paio di calzini dell’unico colore che vi fa vomitare, un giocattolo identico a quello che avete già e una scatola di cioccolatini ripieni di arachidi a cui siete allergici.

I didn't go to work today

Permalink 5 commenti

Next page »