hey, è autunno!

giovedì 30 ottobre '08 at 7:29 pm (cryptic, insomnia, italiano, love, stars)

L’altroieri ha piovuto tantissimo. Ieri notte c’era un vento fortissimo che ha spazzato via tutte le nuvole e la luna nuova ci ha permesso di ammirare la costellazione di Orione alta nel cielo. Oggi mi sono improvvisamente accorta che i bordi delle strade sono colorati di giallo e rosso per le mille foglie cadute. Ho i brividi dal freddo. Che figata, è autunno!

La mia stagione preferita anche quest’anno non mi sta deludendo…


(foto presa in prestito da
qui)

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perle ai porci

domenica 8 giugno '08 at 11:23 pm (cryptic, daydreaming, girl-powered, grumpy, insomnia, italiano, love, meteo, movies, quotes, stars, thoughts)

Uno spicchio di luna che spunta tra le nuvole. L’odore dei fumogeni sotto il palco. I bassi che mi avvolgono a mezzo metro dalle casse. Le sigarette che non hanno più sapore, i drink che non sanno di niente, e tutto il giorno non ho mangiato nulla, ma non ho fame.

Un film un po’ triste e molto romantico, la pioggia che scroscia fuori dalla finestra. Da sola sulle mie lenzuola color indaco, con addosso una felpa blu e la sciarpa di lino color turchese sulla sedia… io che non metto mai il blu o l’azzurro e ora ne sono circondata.

Io che voglio dire di no, e invece riesco solo a farmelo dire, e vorrei essere immune a questo monosillabo. Ma, a quanto pare, nell’imperscrutabile legge del karma, a volte bisogna dire di no anche se si vorrebbe dire di sì…

Le verdure croccanti e saporite e la sensazione di benessere che solo riso e lenticchie mi sanno dare.

Guardare il fiume che scorre seduta su una panchina, ricordare fatti e parole e odori e suoni, quando l’unica cosa a cui posso aggrapparmi è il passato, e il presente e il futuro mi danno le vertigini.

Le volte in cui avrei voluto restarmene zitta, e le volte invece che avrei voluto dire di più. E quella voglia irrazionale a cui faccio fatica a resistere. Frasi che hanno senso solo per me, ma vorrei tanto che avessero un significato anche per altri. Parole scritte tra le righe, e chissà se qualcuno mai le leggerà.

Un vaso di vetro pieno di chiavi abbandonate, e sono d’accordo che non sempre basta avere la chiave per aprire una porta, a volte certe porte si chiudono per sempre.

E continua a fare un gran freddo, si intravedono le stelle nella notte, tra le nuvole, e quasi mi aspetto di vedere Orione alta nel cielo come a dicembre. Più che un frappé, ci vorrebbe una cioccolata calda.

Le persone che ti prosciugano; ma l’importante è essere come un succhia-succhia-che-mai-si-consuma (Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato: versione 1971 forever!), dare perle ai porci non è un problema se hai una riserva inesauribile di perle. Toh, prendetene ancora.

Mi sono tolta un po’ di sfizi: caipirinha e salamella, amaro Montenegro e crêpe. Perché da domani voglio provare a prendermi una pausa sabbatica dalla tossicità della mia vita recente, diciamo fino a fine mese, o finché riesco a resistere.

Sogno ad occhi aperti, oltre che ad occhi chiusi…

“Che cosa vuoi da me?” Se non volessi niente, tutto sarebbe più facile, forse; se avessi anche la tua risposta a questa domanda, almeno qualcosa sarebbe più facile.

Ho tanta voglia di sorridere, ma oggi non sarei convincente.

Elizabeth: I guess I’m just looking for a reason.
Jeremy: From my observations, sometimes it’s better off not knowing, and other times there’s no reason to be found.
Elizabeth: Everything has a reason.
Jeremy: Hmm. It’s like these pies and cakes. At the end of every night, the cheesecake and the apple pie are always completely gone. The peach cobbler and the chocolate mousse cake are nearly finished… but there’s always a whole blueberry pie left untouched.
Elizabeth: So what’s wrong with the blueberry pie?
Jeremy: There’s nothing wrong with the blueberry pie. Just… people make other choices. You can’t blame the blueberry pie, just… no one wants it.

— dialogo da “My Blueberry Nights

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s{t|c}ar

lunedì 12 maggio '08 at 12:33 pm (cryptic, daydreaming, lyrics, stars, thoughts, ToDo)

Twenty-twenty-twenty four hours to go
I wanna be sedated
Nothin’ to do and no where to go-o-oh
I wanna be sedated
Just get me to the airport, put me on a plane
Hurry hurry hurry before I go insane
I can’t control my fingers I can’t control my brain
Oh no no no no no

Twenty-twenty-twenty four hours to go
I wanna be sedated
Nothin’ to do and no where to go-o-oh
I wanna be sedated

Just put me in a wheelchair, get me on a plane
Hurry hurry hurry before I go insane
I can’t control my fingers I can’t control my brain
Oh no no no no no

Twenty-twenty-twenty four hours to go
I wanna be sedated
Nothin’ to do and no where to go-o-o
I wanna be sedated
Just put me in a wheelchair, get me to the show
Hurry hurry hurry before I go loco
I can’t control my fingers I can’t control my toes
Oh no no no no no

Twenty-twenty-twenty four hours to go
I wanna be sedated
Nothin’ to do and no where to go-o-o
I wanna be sedated
Just put me in a wheelchair, get me to the show
Hurry hurry hurry before I go loco
I can’t control my fingers I can’t control my toes
Oh no no no no no

Ba-ba-bamp-ba ba-ba-ba-bamp-ba I wanna be sedated
Ba-ba-bamp-ba ba-ba-ba-bamp-ba I wanna be sedated
Ba-ba-bamp-ba ba-ba-ba-bamp-ba I wanna be sedated
Ba-ba-bamp-ba ba-ba-ba-bamp-ba I wanna be sedated

— Ramones, “I wanna be sedated”

(foto presa da qui)

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luna nuova

lunedì 5 maggio '08 at 1:15 pm (books, full moon, italiano, stars, thoughts, vegan)

Oggi c’è luna nuova.

Mi piacerebbe, stanotte, sdraiarmi in qualche prato a contemplare il cielo stellato, nerissimo proprio per l’assenza della luna, sparpagliare i miei capelli rossi (new!) sull’erba verde, fumare un paio di sigarette e passare il tempo scrutando le costellazioni.

Non c’è bisogno di ripetere che la luna nuova è favorevole ai nuovi inizi, alle nuove iniziative e ai cambiamenti.

L’unico cambiamento che forse vorrei incoraggiare in questo periodo è la mia conversione da semi-vegetariana con una passione per il pesce e cedimenti saltuari a uova e formaggi a totalmente vegan. In effetti, ieri sera ho mangiato della crescenza e mi è venuto un gran mal di pancia. Ci vorrebbe una volontà di ferro, però, se non altro perché dovrei decidermi a cucinare di più, portarmi il mangiare in ufficio e soprattutto riempire un po’ il frigo (al momento contiene: 3 banane, 3 cetrioli, una dozzina di mousse di mele+frutta, un barattolo di miso d’orzo, capperi, senape, salsa di soia, latte di riso, crema di marroni, marmellata di lamponi senza zucchero, pane nero, succo di aloe e una saponetta di Lush; non abbastanza per una dieta variata direi…).

Nessuno vuole essere vegan con me? Questo articolo (“Why vegan?“) è un po’ lungo ma interessante, quindi se non avete un cazz’altro da fare, leggetelo!

And by the way, Annemarie Colbin is a f*cking genius. Ho appena ricevuto l’ultimo suo libro che mi mancava da Amazon, e quella donna ne sa. Leggete “Cibo e guarigione” o – per gli anglofoni – “Food and healing“: è il libro da cui, per me, tutto ha avuto origine. Da tenere sotto il cuscino e assimilare per osmosi!!

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pesce d’aprile

martedì 1 aprile '08 at 10:39 am (google, italiano, stars, travel, trivial)

Beh, tanto per cambiare, Google vince

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intergalactic munchies

domenica 16 marzo '08 at 10:35 pm (google, italiano, stars, trivial, xkcd)

Quando i viaggi interstellari saranno possibili, google maps non sarà obsoleto.

Adesso ho capito perché c’è gente che lascia la Nasa per andare a lavorare da Google… il che spiega anche perché io non lavorerò mai per Google. Salvo il caso in cui comprino l’azienda per cui lavoro, cioè.

My desert-island, all time, top five erotic fantasies:

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satori

giovedì 13 marzo '08 at 3:38 pm (full moon, italiano, quotes, stars, thoughts)

Mi sono accorta che spesso nella mia mente sia affacciano immagini ricorrenti, per esempio, l’immagine del bosco. Un bosco scuro, intricato, da attraversare. Poi c’è la notte stellata e, all’opposto, la luna piena. Il precipizio.

Il bosco è un archetipo a tutti gli effetti; anche senza chiedere a Jung in persona, si capisce che è un’immagine ricca di significati. Che ci crediate o meno, la rappresentazione simbolica della realtà è molto potente. Provate ad esempio a fare questo test classico, il risultato è piuttosto interessante (ma non guardate prima le soluzioni!).

L’idea della psicanalisi o della psicoterapia in generale mi mette una certa ansia addosso, dico l’idea di scavare a fondo, guardare sotto i tappeti e negli armadi, e farmi spiegare da altri che cosa in realtà covo nel profondo e quali sono le mie dinamiche nascoste, ma forse sarebbe interessante provare, chissà… Per il momento, mi limito ad auto-interpretare i miei comportamenti e le mie visioni e ad auto-psicanalizzarmi, prendendo senza dubbio delle grosse cantonate e riscoprendo l’acqua calda ogni volta.

Andando avanti in questo modo, però, ogni tanto mi compiaccio delle risposte che trovo, come un monaco zen attraversato da un momentaneo satori. Che siano effettivamente delle risposte o semplicemente delle spiegazioni artefatte che mi sembrano particolarmente argute e calzanti al momento, non ha poi tanta importanza, vi pare? Mi accontento di questo surrogato autarchico della psicologia analitica e continuo, per il momento, a scansare gli strizzacervelli.

La vostra visione diventerà chiara solo quando guarderete nel vostro cuore. Chi guarda all’esterno, sogna. Chi guarda all’interno, apre gli occhi.
— C. G. Jung

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new beginnings

venerdì 7 marzo '08 at 5:25 pm (italiano, magic, stars)

Oggi c’è luna nuova.

Tradizionalmente, la luna nuova rappresenta un nuovo inizio, l’avvio di una fase di crescita, il cambiamento. E’ un buon momento per cominciare un qualche nuovo progetto o programma e per lasciarsi alle spalle il passato, per prepararsi ad aprire un nuovo capitolo e affrontare il futuro partendo da zero. E’ un periodo di introspezione, in cui la razionalità cede il passo all’intuizione.

La luna, poi, rappresenta il principio femminile, cioè le emozioni, i sogni, la ciclicità, la fertilità; rappresenta il nostro lato onirico e intuitivo.

 

E oggi, in effetti, ho tanta voglia di stare un po’ per conto mio, magari al buio, e lasciare che tutti i miei pensieri, ricordi, sensazioni ed emozioni si depositino e sedimentino.

Più di tutto, vorrei che fosse già estate e vorrei trovarmi di nuovo in un posto sperduto in mezzo alle campagne per guardare le stelle tutta la notte.

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useless knowledge

giovedì 6 marzo '08 at 3:46 pm (caffeine, cryptic, daydreaming, driving, insomnia, italiano, magic, music, quotes, stars, thoughts, travel, trivial)

C’è ancora posto per la poesia in questo mondo.
Si tende sempre a pensare alla poesia come a qualcosa di vetusto, demodé, in rima (baciata, alternata, incrociata o incatenata), come a qualcosa di fuori luogo, che non ha più molto senso ai nostri tempi. Almeno per quanto mi riguarda, non mi sognerei mai di andare ad un evento in cui si declamano poesie. Eppure, ritrovandomici per caso, ho ascoltato rapita le parole non in rima di un ventenne efebico, un po’ algido, così biondo e pallido da parere albino. Private dell’etichetta di “poesia”, queste “spoken words” mi hanno proprio colpita e mi hanno fatto pensare che, sì, forse c’è ancora posto per la poesia in questo mondo.  [Andate alla “open mic night” in questo locale, se vi capita.]

The doors of perception.
Il mondo è senza dubbio un qualcosa di oggettivo, ma il modo in cui lo percepiamo è profondamente soggettivo. Non solo come esseri umani, con tutte le limitazioni del caso, ma anche come esemplari unici della specie umana, con i nostri piccoli ed individualissimi difetti di fabbricazione. Trovo destabilizzante l’idea di non potermi affidare ciecamente alle mie percezioni, in quanto ingannevoli, e allo stesso tempo trovo affascinante il fatto che ognuno di noi abbia un’esperienza della realtà impercettibilmente ma sostanzialmente diversa da ogni altra persona. E’ anche per questo che le droghe psicotrope e psichedeliche mi fanno paura, alla faccia di Aldous Huxley.

Il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa e insanabilmente malato; chi lo può conoscere? (Geremia, 17:9)

If the doors of perception were cleansed every thing would appear to man as it is, infinite.
For man has closed himself up, till he sees all things thro’ narrow chinks of his cavern.
William Blake, “The marriage of Heaven and Hell

Il pensier, la dinamite ed il pugnale.
Mi piacciono molto i canti di lotta e i canti popolari in generale. E’ interessante vedere l’uso del linguaggio attraverso i decenni e le correnti storico-politiche; affiorano dei topos (o topoi? “il dizionario è normativo, ma l’uomo è creativo”, mi fa notare qualcuno…) ricorrenti, primo tra tutti “il sol dell’avvenir”. In particolare, nei canti anarchici spunta spesso fuori il pugnale, oltre ai molto più prevedibili piombo, bombe, dinamite, tritolo e bandiere nere. Chissà come mai il pugnale? [Qualche esempio: “Gli anarchici siam noi di Milano“, “Inno individualista“]

«C’est une révolte?» «Non, sire, c’est une révolution»

Feral children.
Così come gli animali domestici assumono comportamenti umani vivendo a stretto contatto con degli umani, allo stesso modo gli esseri umani che passano tanto tempo esclusivamente con animali assumono comportamenti ferini. Questo è particolarmente evidente nel caso di bambini che vengono allevati o semplicemente curati ed accuditi da animali, come ogni tanto si legge nelle pagine di cronaca dei giornali. La domanda che sorge spontanea è: ci sono specie animali più o meno indicate a questo scopo? Non riesco ad immaginare, ad esempio, un bambino allevato dalle martore o dalle donnole, dalle volpi o dai porcospini. Anche la mitologia è piena di storie di bambini allevati da animali, basti pensare a Romolo e Remo. [Se volete approfondire l’argomento, andate a vedere www.feralchildren.com.]

Luna nuova.
Nelle notti senza luna, come si sa, si vedono molte più stelle. Se poi ci si trova nel mezzo della Borgogna, vi assicuro che se ne vedono ancora di più.

Food for thought.
Nutrirsi, da necessità biologica, è diventato una specie di hobby. I pasti sono spesso sacrificabili a favore di altre attività più frivole o ludiche. Conosco pochissime persone che riescono effettivamente a mangiare solo quando hanno fame e in quantità appena sufficienti, accontentandosi di cibi semplici e quindi non cedendo alle tentazioni della gola, anzi, non subendole affatto. Conosco persone che, all’opposto, potrebbero consumare quantità imbarazzanti di determinati cibi e che per le loro scelte alimentari attingono quasi esclusivamente da uno o due macro-gruppi escludendone quasi categoricamente degli altri. In effetti, conosco ben poche persone che non abbiano un qualche tipo di disturbo alimentare, me compresa. Nonostante questo, credo di essere una sostenitrice della qualità piuttosto che della quantità, dei sapori particolari e netti piuttosto che dei miscugli di sapori difficilmente districabili. [E’ per questo che bevo il tè e il caffè senza zucchero, perché altrimenti, appunto, sanno di zucchero, e non di tè o caffè.] Qualcuno potrebbe obiettare: perché limitarsi a mangiare due gustosissimi dolmades quando ne potresti mangiare venti, oppure un piccolo assaggio di pandoro quando potresti mangiarne uno intero? In effetti, non è facile rispondere a questa domanda.

Io non ho paura.
Non bisogna avere paura, nemmeno e forse soprattutto delle parole. La paura ottunde la ragione, offusca il pensiero, distorce le percezioni. Le parole, in fondo, sono solo parole. Una volta abbandonata l’illusione del controllo, la paura svanisce e la debolezza diventa forza. Scartando gli estremi, si scoprono molte gradazioni intermedie. Bisogna avere il coraggio di uscire di casa senza l’ombrello quando piove e non rinunciare solo per paura di bagnarsi.

Never seek to tell thy love
Love that never told could be;
For the gentle wind does move
Silently, invisibly.

I told my love, I told my love,
I told her all my heart,
Trembling, cold, in ghastly fears –
Ah, she doth depart.

Soon as she was gone from me
A traveller came by
Silently, invisibly –
O, was no deny.

— William Blake

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brr…

venerdì 14 dicembre '07 at 2:15 am (insomnia, italiano, love, stars, thoughts)

Prima ho aperto la finestra della cucina e – meraviglia! – nel cielo buio e terso, appena sopra l’orizzonte, ecco Orione…

Questo ho paura che significhi che è proprio arrivato l’inverno. Già, ancora una settimana e l’autunno sarà finito. Sono volati questi mesi, eppure sono successe così tante cose… Chissà l’inverno cosa porterà?

* * * * * * * * Io continuo a sperare nella neve!! * * * * * * * *

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