fasi lunari e cose così

martedì 28 ottobre '08 at 7:26 pm (cryptic, girl-powered, italiano, magic, thoughts)

Beh, che dire? E’ di nuovo tempo di luna nuova. Nuovi inizi e bla bla bla. E i Google gadgets mi fanno sorridere. Non solo quelli a dire il vero…

Permalink 2 commenti

self-service

venerdì 5 settembre '08 at 2:25 pm (italiano, magic, travel, vegan)

Sono sempre più convinta che in qualche modo l’universo ci dia le cose di cui abbiamo bisogno al momento giusto. Giusto per l’universo, chiaramente, perché, per esempio, non ho davvero bisogno di tante cose di cui credo di aver bisogno (giro del mondo in barca a vela, quella borsetta di Furla, …, …, …).

Però, per esempio, avevo veramente bisogno di scatoloni per gli ultimi brandelli di trasloco, ma non avevo assolutamente cazzi di andare per supermercati a cercarne. Beh, oggi sotto casa mia c’era un cumulo di scatoloni impressionante. Self-service!!

Poi, per esempio, questa domenica a Londra c’è il vegan festival e io sono convenientemente lì da sabato a lunedì. Yu-hu!!

Permalink 2 commenti

a volte capita che

venerdì 29 agosto '08 at 12:48 pm (insomnia, italiano, magic, thoughts)

Ieri sera mettendo ordine tra le scartoffie in vista del trasloco ho trovato un foglietto su cui avevo appuntato i miei propositi per il 2008, quelle cose che si fanno… Beh, con somma incredulità ho constatato di averli già realizzati tutti. E siamo solo ad agosto! Mi sono sentita praticamente invincibile. E poco ambiziosa, apparentemente.

Certo, la mia vita non è tutta rose e fiori, ma in effetti non mi posso lamentare. Anche se poi leggo certi oroscopi (incuriosita dai post altrui) e rimango un po’ interdetta:

Toro (20 aprile – 20 maggio)

Mescolando le mie parole con quelle del poeta britannico Eliza Acton, ti ho preparato un messaggio d’amore che potrai usare come se l’avessi scritto tu. Rivolgilo liberamente a una persona che vorresti legare più strettamente al tuo destino. “Ti amo come un uccello felice ama la libertà delle sue ali. Ti amo come amo il primo giglio di primavera che sprigiona la sua fragranza al chiaro di luna. Ti amo come amo gli slanci e i sussurri di una melodia in grado di far rivivere il passato. Ti amo come amo il respiro sommesso dell’alba, la cui anima si è svegliata solo per me”.

Ma a chi diavolo vuoi che rivolga un simile messaggio d’amore, caro Rob Brezsny?

Mi consolo pensando che tra 2 settimane esatte sarò in viaggio!! Clock’s ticking…


(foto presa da qui)

Permalink 3 commenti

ai confini della realtà

martedì 29 luglio '08 at 1:08 pm (daydreaming, girl-powered, italiano, magic, thoughts, trivial)

Succedono cose strane d’estate.

La voglia di qualcosa di nuovo che ti spinge una domenica in palestra a salire finalmente sul tapis roulant e a correre (stupendoti peraltro della tua resistenza e del tuo fiato).

La noia che ti porta a smettere di fumare, perché era comunque sempre stato un passatempo inessenziale, dispendioso e malsano.

L’attrazione irresistibile della scritta “70%” in vetrina che ti induce ad entrare da Accessorize e fare scorte di accessori a prezzi ridicoli, arrivando al lavoro 20 minuti più tardi del previsto.

Il destino avverso che ti impedisce di trovare una stanza in affitto ma che ti fa conoscere per vie traverse delle persone piuttosto simpatiche.

Un insopportabile mal di testa che ti costringe finalmente ad andare a dormire alle 8 di sera e recuperare così gli arretrati di sonno che ormai non si contano più.

Il mistero della scienza per cui i vestiti ti vanno più larghi ma pesi uguale e talvolta di più…. immagino che sia vero che i muscoli pesano più della ciccia.

Quella voglia di coccole e tenerezze, e quel soffitto bianco che ti fissa e sembra volerti dire che non ne vale la pena, no, non ne vale proprio la pena.

L’amica che ti viene a trovare per cena e finalmente trovi il pretesto per dare una pulitina alla casa.

L’impressione di essere pallida o comunque sempre dello stesso colorito e sentirti dire “ma come sei abbronzata!” dalla madre della tua amica. Oltre a, “come sei soda!”, che fa sempre piacere.

La sensazione strana e inaspettata di qualcuno che ti guarda in modo malizioso, ma tu non te ne accorgi.

Il tuo subconscio che conta i giorni e le ore e i minuti, e per una volta il tuo inconscio e il tuo conscio sono d’accordo nel ripeterti che, no, non ne vale la pena!

E avrei voglia di andare a correre in questo preciso istante, sollevare un po’ di pesi, fare degli addominali, fare un po’ di fatica. Sudare, fare una bella doccia, e poi tornare in ufficio come se niente fosse. Mangiare un po’ di frutta estiva per merenda e scatenare la mia produttività. Chi l’avrebbe mai detto? Sento che la pigrizia mi sta abbandonando! Aiuto!


(foto presa da questo post)

Permalink Lascia un commento

per il mio amico immaginario

lunedì 30 giugno '08 at 6:18 pm (books, calvin & hobbes, cryptic, daydreaming, girl-powered, italiano, love, magic, trivial)

Caro amico immaginario,

ho questa sensazione di averti davvero conosciuto di persona tanto, tanto tempo fa, ma ora inizio a dubitare anche di questo, inizio a pensare che sia stato tutto un sogno, un’illusione. Per esempio, i tuoi occhi non saranno *davvero* così chiari… sicuramente è la mia immaginazione che vuole raffigurarseli così. La tua risata, poi, non può davvero essere così contagiosa come mi sembra di ricordare. Bah, gli scherzi della mente…

Volevo raccontarti un paio di cose che mi sono successe ultimamente, a partire da quel fatto che ti ho accennato che è capitato alla mia amica e che mi ha fatto riflettere parecchio. Vedi, apprezzo molto il senso dell’avventura, come credo anche lei, del buttarsi chiudendo gli occhi sperando che una rete si materializzi come per magia, ma il problema è che a volte le regole del gioco non sono ben chiare, non vengono spiegate bene all’inizio, e ci si ritrova a giocare con regole diverse dagli altri giocatori, che non è bello. Alla mia amica è successo proprio così. Fatto sta, come ti ho detto, ho dormito da lei quella sera, e non fosse stato per il caldo afoso e per la sveglia dell’indomani mattina, ci saremmo anche divertite in questa specie di pigiama party improvvisato! E invece, questo episodio mi ha lasciato l’amaro in bocca, e una gran voglia di vendetta. Un po’ come Charlotte nel film di Sex and the City, ho provato a pensare ad una frase da dire al momento opportuno (la sua frase era: “maledico il giorno in cui sei nato!”)… sono ancora indecisa tra “mi fai schifo” e “sei una bestia”. Non tollero chi maltratta e fa soffrire le mie amiche!

Stavo anche pensando alle parole dette e a quelle non dette… come interpretare alcune frasi? Per esempio, “ti faccio sapere”, di solito vuol dire “ti faccio sapere”. Allora perché non funziona sempre così? Il vantaggio di avere un amico immaginario, suppongo, è che se anche si volatilizza lo si può giustificare dicendo che, in fondo, non è mai esistito davvero… :-)

Un’altra cosa che volevo raccontarti è che ieri ho ritrovato i miei diari! Incredibile… ormai erano mesi che li avevo dati per dispersi. E’ stato fantastico rileggere finalmente quelle pagine di dieci anni fa, quella specie di blog ante litteram, quei racconti di fatti antichi. E’ stato come se riprendessero vita tante cose e tante persone della cui esistenza ormai quasi dubitavo… Credo che li leggerò con molta calma e attenzione, per vedere se la vecchia me (o meglio la giovane me) ha qualcosa da insegnarmi, come credo. Mi ricordi qualcuno del mio passato, lo sai, vero, amico immaginario?

Poi, volevo anche dirti che mi piace proprio essere vegan. Devo ammettere che settimana scorsa mi sono presa una storta epica a base di mojito (a stomaco vuoto), e per controbilanciarla ho mangiato un panino con arrosto di tacchino… macrobioticamente parlando, lo yang estremo del panino con carne e maionese ha in qualche modo riportato verso l’equilibrio (seppure instabile) la mia lancetta interna, così spostata verso lo yin dall’eccesso di alcol e zucchero. Quindi, ad essere pignoli, non sono vegan. Quindi, se vuoi portarmi a mangiare la carne o il pesce in qualche posticino carino (e possibilmente fresco) potrei anche accettare l’invito!

Mancano 73 giorni alla mia partenza per le Hawaii; mi chiedo se da qui ad allora ti rivedrò, anche solo in un sogno, chi lo sa. Non ho nessun programma particolare, a parte mangiare un sacco di verdura, frutta, cereali integrali, alghe, e tutte quelle cosine che non ti piacciono particolarmente ma che mi fanno sentire tanto, tanto bene… In fondo, quando sarò lì avrò cibo gratis a volontà, ma strettamente vegan! Meglio farci l’abitudine :-) Ho anche in programma di continuare a sudare in palestra con la mia amica, leggere libri con il mio gatto al fresco del ventilatore, dormire parecchio e uscire un po’ di meno. Mi piacerebbe leggere il libro a cui mi hai accennato una volta, sui simboli della spirale e della svastica… o forse mi sono immaginata anche quello?

Poi, nella settimana di ferragosto in cui ho praticamente ferie obbligatorie, credo che andrò a trovare mia nonna in Friuli, anche perché in quei giorni cade il compleanno di mio papà, che ora come sai non c’è più, e credo che mi piacerebbe passare un’oretta in quel cimitero in fondo alla valle, ad ascoltare i grilli e contemplare il cielo azzurro e le montagne.

Stammi bene, amico immaginario, ti penso spesso, sei una persona simpatica e particolare, non riesco ad odiarti nemmeno un po’.

Permalink 3 commenti

fossili

martedì 13 maggio '08 at 1:06 pm (cryptic, insomnia, italiano, magic, quotes, thoughts)

Fossilizzarsi è proprio sbagliato, perché non esistono verità statiche né tantomeno certezze. “panta rei, dicevano i greci… non me la sono mica inventata io ‘sta cosa.

Per questo motivo, ad esempio, ho mandato degli sms con la punteggiatura sbagliata (niente virgole al posto giusto), perché chi l’ha detto che deve essere sempre tutto perfetto?

Per questo motivo, tra l’altro, mi sono rifiutata di fare quello che ci si sarebbe aspettato da me, tipo uscire ieri sera, quando non ne avevo nessuna voglia, ma tutti mi hanno detto che avrei dovuto.

Sempre per questo motivo, guardo avanti e mi rifiuto, mi rifiuto di lasciarmi velare gli occhi dalle lacrime. Guardo avanti e penso che, sì, ce n’è di strada da percorrere, volendo. Fossilizzarsi non fa per me.

E quando sarò vecchia, e poi morta e sepolta, spero che ci sarà qualcuno a ricordare le mie sciocche gesta, qualcuno che dirà, “ti ricordi quella volta che…”, e qualcuno che, ripensandomi, sorriderà un pochino.

Quando arriverà anche per me uno sciamano in sogno a chiamare le nuvole, non voglio rimpiangere proprio un bel cazzo di niente. Voglio pensare, sì, ora la strada continua là dove non ci sono strade, epperò guarda qui, come mi sono già portata avanti…

(foto presa a prestito da qui)

“I know you’re out there. I can feel you now. I know that you’re afraid. You’re afraid of us. You’re afraid of change. I don’t know the future. I didn’t come here to tell you how this is going to end. I came here to tell you how it’s going to begin. I’m going to hang up this phone, and then I’m going to show these people what you don’t want them to see. I’m going to show them a world … without you. A world without rules and controls, without borders or boundaries. A world where anything is possible. Where we go from there is a choice I leave to you.”

— The Matrix

Permalink 2 commenti

apologia dell’irrazionalità

mercoledì 7 maggio '08 at 6:09 pm (cryptic, girl-powered, italiano, lyrics, magic, quotes, thoughts, trivial)

“Ciò che è reale è razionale; e ciò che è razionale è reale”, diceva Hegel. Ma questo vuol dire che irrazionale = irreale? Per alcune persone che conosco, così parrebbe. E invece, come si era già capito altrove in questo blog, io sono una paladina dell’irrazionalità. La adoro, ci sguazzo proprio, e a ondate mi sento anche in dovere di difenderla.

È giusto essere sempre sensati? Quanto è importante seguire gli attimi di follia?

Quante volte nella vita vi siete posti la domanda “e se fossi stata/o più irrazionale?”. Il dubbio sulla scelta di vivere, o non vivere, un momento fuori dei vostri schemi. Quanto è giusto essere razionali? Esistono gesti e istinti che vanno seguiti?

[…]

La razionalità. Un bagaglio fatto d’esperienze, in grado d’insegnare come affrontare la vita. Un’esistenza paragonabile ad una palestra ricca d’attrezzi da maneggiare con cura e conoscere in ogni sfumatura. L’irrazionalità. L’attimo in cui tutti gli insegnamenti custoditi negli anni passano in secondo piano. Come fosse un salto nel vuoto senza paracadute.

E non si parla solo di credenze magiche o religiose, ma proprio di piccoli gesti quotidiani, reazioni impercettibili, scelte forse evitabili. Per dirla con Robert Frost: “Two roads diverged in a wood, and I— / I took the one less traveled by, / And that has made all the difference.”

Prendere la strada meno battuta, fare la scelta non automatica, reagire in modo imprevedibile, uscire dalla propria “comfort zone“. Non si può fare sempre, voglio dire, tutte le volte, perché sarebbe patologico e idiota. Non voglio incoraggiare nessuno ad avere comportamenti mongoloidi, antisociali e psicotici. Però, quelle rare volte in cui tutto sembra convergere, lasciatevi sommergere dall’irrazionalità.

Sprofondare, lasciarsi andare, rinunciare. Capire quando è il momento di smettere di remare contro corrente e abbandonarsi invece alla corrente. Parte del mio essere irrazionale mi porta a credere che a volte ostinarsi, insistere, non serve a nulla; non è propriamente fatalismo, più il riconoscere che se smetto di fare qualunque cosa, se smetto di andare nella direzione che ho scelto arbitrariamente, tutto andrà bene lo stesso, anzi, forse anche meglio.

Voi non ci credete, lo so. Ma è così.

Quindi ecco qui. Rinuncio. Rinunciare mi ha portato in posti così lontani che non avrei mai neanche potuto immaginare. Cedere mi ha resa più forte. A volte non si può vincere, ma non significa necessariamente perdere. L’orizzonte continua a spostarsi in avanti. C’è sempre troppo rumore per sentire veramente le cose.

E’ che ci sono dei fili invisibili ovunque… voi non li vedete?

 

Hey do you believe there’s anything beyond troll-guy reality?
I do. I do. I do.

It gets so hard
Just to be okay
Sometimes being happy baby
Is what I’m most afraid of
Baby you know
It gets so hard for me to fight
I don’t know how
I guess I never did
Why don’t you show me now
How to lose control

(She’s so very I don’t care) [x2]

Just cuz my world sweet sister
Is so fucking goddamn full of rape
Does that mean my body must always be a source of pain?
No. No. No.

(She’s so very I don’t care) [x2]

Just cuz I named it right here sweet chickadee
Don’t mean for a minute you should think
I’m the opposite of anything
But if you wanna know for sure I’ll tell you
We’re not gonna prove nothing, nothing
Sittin around watching each other starve
What we need is action/strategy
I want. I want. I want.
I want it now.

What I want. I believe in the radical possibilities of pleasure babe
I do. I do. I do.

— Bikini Kill, “I like fucking”

Permalink Lascia un commento

lucciole

martedì 15 aprile '08 at 6:01 pm (caffeine, daydreaming, girl-powered, grumpy, insomnia, italiano, love, magic, movies, thoughts)

Vorrei tornare in quel posto morbido e caldo in cui mi trovavo una volta, vorrei non dovermi preoccupare del futuro, vorrei non avere mai dubbi, vorrei andare avanti senza guardarmi mai indietro.

Vorrei che le persone non dovessero sforzarsi di capirmi, vorrei che mi capissero istintivamente e vorrei riuscire io a capire loro in modo immediato e trasparente. Vorrei vivere in un mondo privo di schemi e stereotipi, in cui tutto è semplice e lineare e bene illuminato.

Vorrei ringiovanire invece che invecchiare, diventare sempre più piccola fino ad essere riassorbita nella singolarità che mi ha generata. Vorrei vivere tutta la vita che mi è data e poi riavvolgere la bobina, ripercorrere tutto all’indietro e sparire, come se non fossi mai esistita.

Vorrei che non esistessero direzioni o versi preferenziali, vorrei che ogni solco che tracciamo non rimanesse per sempre impresso. Vorrei percorrere strade mai battute; vorrei riuscire a vedere il punto da cui si diramano queste strade.

Vorrei bruciare i miei documenti e tutto ciò che mi identifica, abolire i nomi, le nomenclature, le denominazioni. Vorrei non possedere nulla, perché il possesso rende schiavi. Vorrei non dover rendere conto di nulla a nessuno e non dipendere da niente e nessuno.

Vorrei dormire tantissimo annusando un buon odore di pioggia, di terra scaldata dal sole, di erba secca, di mare.

La civiltà e la società mi hanno stufata, immagino. E immagino di sentirmi un po’ sola, a volte, con nessuno che mi veda chiaramente al di là di tutte le sovrastrutture e i dettagli superflui. Ognuno crede di possedere un frammento di verità che mi riguarda, ma la somma di tutti questi frammenti riesce al massimo a comporre una bambola di pezza, deforme, inanimata.

Sono ancora qui che aspetto chi riuscirà a vedermi. Qualcuno che non avrà bisogno di scotch e attak per tenere insieme i vari pezzi di me, che non vorrà strizzarmi in uno stampo preconfezionato. Qualcuno che veda lo stesso mondo che vedo io.

Qualcuno a cui piacciano le lucciole.

Permalink 2 commenti

non solo shojo

giovedì 3 aprile '08 at 3:39 pm (italiano, magic, manga, quotes, thoughts)

Ho letto un manga bellissimo, una storia di Fuyumi Soryo che si trova nell’albo “Sole Maledetto“. Si intitola “Il pesce arcobaleno”.

Parla di una bambina che diventa una disegnatrice, e di come gli adulti, un po’ alla volta, con i loro consigli e i loro canoni, riescono a schiacciare la sua creatività e spontaneità.

“E’ così, finché non conoscerai i colori di ogni cosa esistente in questo mondo, potrai usare tutti i colori che vuoi. Anche perché solo adesso ti è concesso di farlo… Più si diventa grandi, meno colori si possono usare.”

Ed è proprio così.

A quante persone permettiamo di uccidere la nostra spontaneità? A quante persone lasciamo il potere di stabilire delle regole per noi? A quanti permettiamo di dirci che cosa è giusto e che cosa è invece sbagliato? Quante cose le facciamo solo per compiacere altri, solo per vedere nei loro occhi quell’attimo di meraviglia, di approvazione, di stupore compiaciuto?

Sicuramente troppe, troppo spesso, immeritatamente.

Credo che sia impossibile o comunque estremamente difficile recuperare la spontaneità, ritrovare l’innocenza perduta.

Quindi, *vaffanculo* a tutti quelli che mi hanno tarpato le ali! E vaffanculo pure a me stessa per aver permesso a presenze impermanenti di contaminarmi con i propri schemi e false verità.

Permalink 2 commenti

the woods

martedì 25 marzo '08 at 6:17 pm (italiano, magic, thoughts)

Il bosco, il mio archetipo ricorrente.

C’è quella poesia di Robert Frost, “Stopping by Woods on a Snowy Evening”:

Whose woods these are I think I know.
His house is in the village though;
He will not see me stopping here
To watch his woods fill up with snow.

My little horse must think it queer
To stop without a farmhouse near
Between the woods and frozen lake
The darkest evening of the year.

He gives his harness bells a shake
To ask if there is some mistake.
The only other sound’s the sweep
Of the easy wind and downy flake.

The woods are lovely, dark, and deep,
But I have promises to keep,
And miles to go before I sleep,
And miles to go before I sleep.

Anche quel bel film di M. Night Shyamalan, “The Village“, in origine si chiamava “The Woods”.

C’è un album delle Sleater-Kinney che si intitola “The Woods”, in cui c’è una canzone che mi piace parecchio, e c’è anche una canzone delle Shonen Knife che mi piace che si intitola “Shinrinyoku” (“Bathing in the woods”).

C’è “A Walk in the Woods: Rediscovering America on the Appalachian Trail”, il bel libro di Bill Bryson.

E poi c’è Henry David Thoreau, che in “Walden” dice:

I went to the woods because I wished to live deliberately, to front only the essential facts of life, and see if I could not learn what it had to teach, and not, when I came to die, discover that I had not lived. I did not wish to live what was not life, living is so dear; nor did I wish to practise resignation, unless it was quite necessary. I wanted to live deep and suck out all the marrow of life, to live so sturdily and Spartan-like as to put to rout all that was not life, to cut a broad swath and shave close, to drive life into a corner, and reduce it to its lowest terms, and, if it proved to be mean, why then to get the whole and genuine meanness of it, and publish its meanness to the world; or if it were sublime, to know it by experience, and be able to give a true account of it in my next excursion.

C’è “Il segreto del bosco vecchio”, di Dino Buzzati.

E non dimentichiamo i boschi delle fiabe.

Non so perché mi attrae tanto l’immagine del bosco… se trovate uno psicanalista che me lo sappia spiegare, ben venga! Ho deciso che è ora di delegare ad altri l’interpretazione del mio inconscio; io mi limiterò, come mio solito, a dire cose banali come “uh, che carino!” oppure “bello, vero?”. Basta, getto la spugna. Altrimenti rischio di rimanere vittima del mio stesso complotto, che sarebbe piuttosto ridicolo. Sputo fuori parole e immagini come un grosso pesce allo zoo che ha ingerito troppi giocattoli, penne, guanti e altre cose cadute ai bambini per errore nella vasca, solo che vorrei riuscire a sputarli fuori prima di crepare e aspettare che sia qualcun altro a ritrovarli dentro di me durante l’autopsia. “Deceduta per eccessiva saturazione del cervello di parole e immagini scaturite dal groviglio del suo inconscio.” No, no, non mi piacerebbe un referto così.

Quindi, ecco qui. BLAH!

Permalink 2 commenti

Next page »