prospettiva

lunedì 15 dicembre '08 at 1:12 pm (driving, grumpy, insomnia, italiano, meteo, music, thoughts)

Non c’è nulla come guidare in autostrada di notte sotto la pioggia, ascoltando Joan Jett a tutto volume e fumando una sigaretta, per farsi passare un’incazzatura e vedere le cose in prospettiva. Alzare il volume e schiacciare più a fondo il pedale dell’acceleratore, mentre i tergicristalli regalano visioni chiare della strada a tratti, e un attimo prima che spazzino il vetro quasi non si vede niente, solo luci confuse, e allora tanto vale chiudere gli occhi aspirando.

mg-0892
(foto presa da qui)

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snocciolando fatti (inutili)

lunedì 27 ottobre '08 at 1:56 pm (cooking, daydreaming, driving, girl-powered, insomnia, italiano, music, trivial)

Che cosa ho fatto in questi ultimi giorni?

  • ho preparato una marea di sushi (yum)
  • mi sono fatta aiutare da un mio amico a montare il letto nuovo (…)
  • ho ascoltato in loop un sacco di canzoni delle Shonen Knife (preferite: “cannibal papaya” e la cover di “I wanna be sedated”)
  • ho ascoltato delle vecchie cassette punk in macchina (terrorizzando la gente al benzinaio e nel parcheggio dell’Ikea)
  • sono stata al concerto di Tonino Carotone (bellissimo)
  • ho visto le prime 5 puntate della nuova serie di Gossip Girl (e poi sono andata a fare shopping)
  • mi sono ammalata (buuu)
  • ho fatto i soufflé di zucca, il mochi, il pane dell’Ikea, le caldarroste e le tagliatelle al cacao (queste ultime ampiamente migliorabili)
  • ho comprato due gonne, due maglioni, un’ennesima sciarpa e un ennesimo cerchietto (coordinabili)
  • ho imparato la perfetta combinazione di Benetint e Posie Tint (come ho fatto a vivere senza?)
  • mi sono imbottita di echinacea (la migliore è della LongLife o della ESI imho)
  • mi sono innamorata (strano eh?)
  • ho mangiato dei weetabix scaduti da quasi un anno che erano ancora buonissimi (e sono sopravvissuta)
  • mi sono accorta con piacere che ho finalmente imparato a dire di no (e mi sento libera di dire sì, no, forse o anche non rispondere)
  • ho ricevuto un sacco, un sacchissimo di complimentini (grazie!)
  • ho sognato che nevicava (mentre fuori c’era la nebbia)


(foto presa da qui)

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northern star

giovedì 10 luglio '08 at 1:29 pm (daydreaming, driving, girl-powered, grumpy, insomnia, italiano, lyrics, travel, writing)

and I cry and no one can hear in hell
the blinded eyes that see the chaos
bring the pitiful to me
even though I’m wide awake I will
and blackest night and I wait for you
it’s cold in here there’s no one left
and I wait for you
and nothing stops it happening
and I knew I’d cherish all my misery alone

and I wait staring at the northern star
I’m afraid it won’t lead me anywhere
he’s so cold he will ruin the world tonight
all the angels kneel into the northern lights
kneeling to the frozen lights

and they paid, I cry and cry for you
ghosts that haunt you with their sorrow
I cried ‘cause you were doomed
praying to the wound that swallows
all that’s cold and cruel
can you see the trees
charity and gratitude they run to the pines
it’s black in here blot out the sun
and run to the pines
our misery runs wild and free
and I knew the fire and the ashes of his grace

and I wait staring at the northern star
I’m afraid it won’t lead you very far
he’s so cold he will win the world tonight
all the angels kneel into the frozen lights
feel their hearts they’re cold and white

and I want you
and blessed are the broken
and I beg you
no loneliness no misery is worth you
oh tear his heart out cold as ice it’s mine

and I wait praying to the northern star
I’m afraid it won’t lead you anywhere
he’s so cold raining on the world tonight
all the angels kneeling to the northern lights

and I pray begging to the northern star
I’m afraid it won’t lead you anywhere
he’s so cold he will rule the world tonight
all the angles kneeling to the northern lights
kneeling to the frozen lights
feel their hearts they’re cold as ice

Hole, “Northern Star”

Quest’estate Hawaii, ma quest’inverno vorrei tanto andare al nord, vedere tanto buio, tanta neve, tante luci blu. Ho tanta voglia di latitudini estreme, freddo pungente sulle guance, foreste. Guidare per un sacco di chilometri in macchina con qualcuno, ascoltando musica e chiacchierando. Chissà? So anche con chi vorrei andare, ma come dice Courtney Love, “and I wait staring the northern star, I’m afraid it won’t lead me anywhere“. Ho idea che rimarrà solo un sogno o – se sarò fortunata – un racconto. Sono stufa di volere cose impossibili. Sono stufa di volere e basta… Sono stufa di tante cose e in questi giorni ho solo voglia di partire per le Hawaii e stare tre settimane per i cazzi miei. Fare un viaggio lunghissimo e lontanissimo da sola. Ho voglia di troppe cose irrealizzabili e sono davvero stufa.

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we don’t need to say goodbye

mercoledì 28 maggio '08 at 1:38 pm (cryptic, driving, girl-powered, italiano, love, lyrics, music, thoughts)

Alla fine mi è piaciuto il concerto di ieri sera. Leslie Feist era molto carina, piena di energia, mi ha messa di buon umore. Mi ha fatto anche pensare, riflettere. Ho pensato davvero a un sacco di cose, in questi ultimi giorni, e anche la serata di ieri si è conclusa con me piuttosto meditabonda.

Per esempio, ho pensato che mi piace davvero tanto andare in macchina, con il finestrino abbassato, nella notte, e il vento tra i capelli. Mi piace ascoltare musica fatta con strumenti veri, analogici. Mi piacciono i miei capelli. Mi piace avere l’età che ho, avere fatto tutte le cose che ho fatto, essere quella che sono. Mi piace il fatto di essere una persona per così dire poliedrica, avere tanti interessi apparentemente disparati, gusti apparentemente anche discordanti. Mi piace essere una persona curiosa, rilassata e sempre alla ricerca della felicità. Mi piace la notte.

Ho riflettuto sul fatto che a volte mi viene rimproverato di non saper dire nettamente cosa mi piace e cosa non mi piace, che sono un po’ malleabile, eccetera. Ho capito, alla fine, che non è mica vero… io so benissimo cosa mi piace, so anche cosa non mi piace, il fatto è che mi è più facile dire cosa non mi piace perché di cose che mi piacciono ce ne sono davvero tante! E non sono malleabile, tutto sommato credo di essere abbastanza integra, anche se mi piace sporgermi sempre un po’ oltre e provare i vestiti e le scarpe degli altri, per così dire.

Oltre a questi pensieri rivolti a me, me, me, ho pensato – chiaramente – anche a cose e persone esterne a me. Ma, ahimè, non posso fare nulla per influenzare, cambiare o anche solo capire cose e persone che non sono me, quindi rinuncio ad ogni forma e desiderio di controllo. Avete capito? Ci rinuncio.

Vorrei fare un sacco di cose, ho un sacco di idee proprio concrete di cose che vorrei fare. Ma non ho voglia di chiedere, non so, quindi credo che aspetterò che qualcuno se ne venga fuori con l’idea giusta, leggendomi nel pensiero, oppure mi prenderò una pausa sabbatica dalla vita.

Ho pensato anche che mi piace dormire avvolta da lenzuola di cotone e coperte soffici, magari con la pioggia che scroscia fuori dalla finestra. Mi piace ascoltare gli altri mentre parlano, mi piace stare in silenzio e lasciare che le cose mi scorrano davanti agli occhi. Detesto gli ipocriti, gli arrivisti e i lecchini, detesto le persone troppo squadrate, con la verità in tasca. Mi piacciono le persone curiose e avventurose, autoironiche, che non si prendono troppo sul serio, che non mi prendono troppo sul serio.

Ho pensato che è impensabile trovare qualcosa o qualcuno che fornisca una risposta completa ed esaustiva alle mie domande, e non è un male il fatto che avanzi sempre qualcosa che non viene coperto, non può essere spiegato o compreso, rimane non documentato.

Ho voglia di mangiare un risotto con gli asparagi, delle verdure saltate nel wok con un sughino agrodolce, della salsa di avocado e noci spalmata su pane nero, un sorbetto di mango…


(foto presa da qui)

I’m sorry
Two words I always think
After you’ve gone
When I realize I was acting all wrong

So selfish
Two words that could describe
Oh actions of mine
When patience is in short supply

We don’t need to say goodbye
We don’t need to fight and cry
Oh we, we could hold each other tight tonight

We’re so helpless
We’re slaves to our impulses
We’re afraid of our emotions
And no one knows where the shore is
We’re divided by the ocean
And the only thing I know is
That the answer isn’t for us
No the answer isn’t for us

I’m sorry
Two words I always think
Oh after you’ve gone
When I realize I was acting all wrong

We don’t need to say goodbye
We don’t need to fight and cry
We, we could hold each other tight tonight

– Feist, “So sorry”

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1 maggio

venerdì 2 maggio '08 at 11:57 am (daydreaming, driving, girl-powered, insomnia, italiano, love, lyrics, music)

Se calcoliamo che il 1 maggio è iniziato alle 00.01, beh, è stata veramente una giornata perfetta.

C’era un sole caldo e splendido e andando in macchina ascoltando una versione punk di “Ring of fire” di Johnny Cash (cantata dai Social Distortion) ho anche visto i primi papaveri della stagione. Wow!

Ce ne fossero di giornate così…

love is a burning thing
and it makes a firery ring
bound by wild desire
I fell in to a ring of fire

I fell in to a burning ring of fire
I went down, down, down
and the flames went higher
and it burns, burns, burns
the ring of fire, the ring of fire

the taste of love is sweet
when hearts like ours meet
I fell for you like a child
oh, but the fire went wild

I fell in to a burning ring of fire
I went down, down, down
and the flames went higher
and it burns, burns, burns
the ring of fire, the ring of fire

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useless knowledge

giovedì 6 marzo '08 at 3:46 pm (caffeine, cryptic, daydreaming, driving, insomnia, italiano, magic, music, quotes, stars, thoughts, travel, trivial)

C’è ancora posto per la poesia in questo mondo.
Si tende sempre a pensare alla poesia come a qualcosa di vetusto, demodé, in rima (baciata, alternata, incrociata o incatenata), come a qualcosa di fuori luogo, che non ha più molto senso ai nostri tempi. Almeno per quanto mi riguarda, non mi sognerei mai di andare ad un evento in cui si declamano poesie. Eppure, ritrovandomici per caso, ho ascoltato rapita le parole non in rima di un ventenne efebico, un po’ algido, così biondo e pallido da parere albino. Private dell’etichetta di “poesia”, queste “spoken words” mi hanno proprio colpita e mi hanno fatto pensare che, sì, forse c’è ancora posto per la poesia in questo mondo.  [Andate alla “open mic night” in questo locale, se vi capita.]

The doors of perception.
Il mondo è senza dubbio un qualcosa di oggettivo, ma il modo in cui lo percepiamo è profondamente soggettivo. Non solo come esseri umani, con tutte le limitazioni del caso, ma anche come esemplari unici della specie umana, con i nostri piccoli ed individualissimi difetti di fabbricazione. Trovo destabilizzante l’idea di non potermi affidare ciecamente alle mie percezioni, in quanto ingannevoli, e allo stesso tempo trovo affascinante il fatto che ognuno di noi abbia un’esperienza della realtà impercettibilmente ma sostanzialmente diversa da ogni altra persona. E’ anche per questo che le droghe psicotrope e psichedeliche mi fanno paura, alla faccia di Aldous Huxley.

Il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa e insanabilmente malato; chi lo può conoscere? (Geremia, 17:9)

If the doors of perception were cleansed every thing would appear to man as it is, infinite.
For man has closed himself up, till he sees all things thro’ narrow chinks of his cavern.
William Blake, “The marriage of Heaven and Hell

Il pensier, la dinamite ed il pugnale.
Mi piacciono molto i canti di lotta e i canti popolari in generale. E’ interessante vedere l’uso del linguaggio attraverso i decenni e le correnti storico-politiche; affiorano dei topos (o topoi? “il dizionario è normativo, ma l’uomo è creativo”, mi fa notare qualcuno…) ricorrenti, primo tra tutti “il sol dell’avvenir”. In particolare, nei canti anarchici spunta spesso fuori il pugnale, oltre ai molto più prevedibili piombo, bombe, dinamite, tritolo e bandiere nere. Chissà come mai il pugnale? [Qualche esempio: “Gli anarchici siam noi di Milano“, “Inno individualista“]

«C’est une révolte?» «Non, sire, c’est une révolution»

Feral children.
Così come gli animali domestici assumono comportamenti umani vivendo a stretto contatto con degli umani, allo stesso modo gli esseri umani che passano tanto tempo esclusivamente con animali assumono comportamenti ferini. Questo è particolarmente evidente nel caso di bambini che vengono allevati o semplicemente curati ed accuditi da animali, come ogni tanto si legge nelle pagine di cronaca dei giornali. La domanda che sorge spontanea è: ci sono specie animali più o meno indicate a questo scopo? Non riesco ad immaginare, ad esempio, un bambino allevato dalle martore o dalle donnole, dalle volpi o dai porcospini. Anche la mitologia è piena di storie di bambini allevati da animali, basti pensare a Romolo e Remo. [Se volete approfondire l’argomento, andate a vedere www.feralchildren.com.]

Luna nuova.
Nelle notti senza luna, come si sa, si vedono molte più stelle. Se poi ci si trova nel mezzo della Borgogna, vi assicuro che se ne vedono ancora di più.

Food for thought.
Nutrirsi, da necessità biologica, è diventato una specie di hobby. I pasti sono spesso sacrificabili a favore di altre attività più frivole o ludiche. Conosco pochissime persone che riescono effettivamente a mangiare solo quando hanno fame e in quantità appena sufficienti, accontentandosi di cibi semplici e quindi non cedendo alle tentazioni della gola, anzi, non subendole affatto. Conosco persone che, all’opposto, potrebbero consumare quantità imbarazzanti di determinati cibi e che per le loro scelte alimentari attingono quasi esclusivamente da uno o due macro-gruppi escludendone quasi categoricamente degli altri. In effetti, conosco ben poche persone che non abbiano un qualche tipo di disturbo alimentare, me compresa. Nonostante questo, credo di essere una sostenitrice della qualità piuttosto che della quantità, dei sapori particolari e netti piuttosto che dei miscugli di sapori difficilmente districabili. [E’ per questo che bevo il tè e il caffè senza zucchero, perché altrimenti, appunto, sanno di zucchero, e non di tè o caffè.] Qualcuno potrebbe obiettare: perché limitarsi a mangiare due gustosissimi dolmades quando ne potresti mangiare venti, oppure un piccolo assaggio di pandoro quando potresti mangiarne uno intero? In effetti, non è facile rispondere a questa domanda.

Io non ho paura.
Non bisogna avere paura, nemmeno e forse soprattutto delle parole. La paura ottunde la ragione, offusca il pensiero, distorce le percezioni. Le parole, in fondo, sono solo parole. Una volta abbandonata l’illusione del controllo, la paura svanisce e la debolezza diventa forza. Scartando gli estremi, si scoprono molte gradazioni intermedie. Bisogna avere il coraggio di uscire di casa senza l’ombrello quando piove e non rinunciare solo per paura di bagnarsi.

Never seek to tell thy love
Love that never told could be;
For the gentle wind does move
Silently, invisibly.

I told my love, I told my love,
I told her all my heart,
Trembling, cold, in ghastly fears –
Ah, she doth depart.

Soon as she was gone from me
A traveller came by
Silently, invisibly –
O, was no deny.

— William Blake

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31 dicembre 2007

lunedì 31 dicembre '07 at 3:07 pm (driving, girl-powered, italiano, meteo)

Prendere decisioni mi rende sempre iperattiva, quasi euforica. Al di là dei propositi per l’anno nuovo, che ho già meditato da qualche tempo, ieri ho avuto proprio un’illuminazione! Dopo essermi depressa per tutte le feste finalmente mi sono sentita bene. Guidare di notte nella nebbia, poi, mi ha proprio divertita. Ascoltare stupide canzoni natalizie alla radio. Tornare nella mia nuova casetta, giocare coi gatti. E poi, bere vino fino a tardi chiacchierando… ci voleva proprio.

Addio 2007! Mi hai proprio un po’ stufato, ma ormai tra 9 ore sarà finito questo supplizio.

I munchies vi augurano un felice 2008 e tanta allegria, che non guasta mai. ^_^

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dark october

mercoledì 17 ottobre '07 at 7:22 am (cryptic, driving, english, foto, girl-powered, grumpy, love, thoughts)

Why is there never ever enough time to do stuff you want?
Why do good things never last forever?
Why are people afraid to commit?
Why do I smile when I really want to cry, and why do I say “it doesn’t matter” when in fact it does?
Why is it so good to be alone, but would be better together?
Why is timing never right?
Why does the past keep haunting me?
Why do I get the feeling that I keep repeating the same stuff over and over, mistakes, good things and choices in general?

Do people ever change?
Have I changed? Or have I always been the same?
Is change even possible?

Will it ever be better, life and stuff I mean, or does it get worse with time?
Hope and regret are so overrated… The words we say are so overrated.
But then why do I keep hoping and regretting, and why can’t I let go of words and just *feel* and *know*?

Why doesn’t this car have a stereo?
Life would be so much better right now with some music on…

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munchies in the mist – take #2

venerdì 24 agosto '07 at 4:34 pm (driving, foto, italiano, meteo, trivial)

(take #1 is here)

Ma.. com’è possibile.. è ancora agosto.. e c’è già la nebbia?!?

 

PS: Mitico! Io *adoro* la nebbia ^_^

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when the sun shines, we’ll shine together

mercoledì 22 agosto '07 at 9:54 pm (cryptic, driving, girl-powered, italiano, lyrics, meteo, music, thoughts)

Stasera piove a dirotto.

Salendo in macchina ho acceso la radio e immancabilmente ecco subito “Umbrella” di Rhianna (che – a dire del dj – a furia di cantarla un po’ l’ha menata :)

Devo ammettere che mi è sempre sembrata un po’ insipida per non dire idiota come canzone, ma stasera aveva un suo perché, tra il diluvio incessante e il fatto di avere appena imprestato l’ombrello a un amico.

E quindi beccatevi questa canzone..

Nel frattempo io cercherò di riscaldarmi un po’, pensando a come sarà freddo e triste l’autunno se.. /*_*|

when the sun shines, we’ll shine together
told you I’ll be here forever
said I’ll always be a friend
took an oath I’ma stick it out till the end
now that it’s raining more than ever
know that we’ll still have each other
you can stand under my umbrella
you can stand under my umbrella

 

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