sweepstakes prize

mercoledì 25 marzo '09 at 2:44 pm (caffeine, cryptic, english, girl-powered, love, lyrics)

You know all of my secret ideas
The ones I’m giving up on and the ones I’ll keep
and everybody sees a funny look in our eyes
‘cause we know that we already won the sweepstakes prize

I’d tell you why but I don’t know
It’s simple and so complicated
I could walk all day on the railroad tracks
but there’s much more to it than that

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piccole donne crescono

mercoledì 14 gennaio '09 at 1:30 pm (caffeine, daydreaming, italiano, thoughts)

Chi mi fabbrica un’altalena da mettere in casa? Mio papà me ne aveva fatta una simile e l’aveva appesa in terrazzo, quando abitavamo dalle parti di Caserta, all’ultimo piano di un palazzo di fronte a un parco. Era un terrazzo bellissimo, che girava tutt’attorno alla casa, talmente grande che lo percorrevo in pattini! Insomma, è troppo volere un’altalena in casa? La domanda successiva è, esistono ancora i papà di una volta?

swing

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retail therapy

venerdì 12 dicembre '08 at 1:17 pm (books, caffeine, cooking, daydreaming, girl-powered, hawaii, insomnia, italiano, love, thoughts, travel)

Lo so, c’è la crisi. C’è la recessione, lo sciopero generale indetto dalla CGIL, i tagli all’istruzione e alla sanità, l’inflazione galoppante, il prezzo del petrolio altalenante, il maiale alla diossina, il pesce al mercurio, il glutammato monosodico, l’inquinamento delle falde acquifere, l’8 per mille alla chiesa cattolica, il degrado dei cartoni animati alla TV e così via. Nonostante tutto, vorrei elencare i miei templi del consumismo negozi preferiti. Perché mi piacciono le liste e poi, dopotutto, siamo sotto Natale! Le strade sono piene di lucine che si accendono e si spengono ad un ritmo ipnotico, trasmettendo messaggi subliminali in codice morse che inducono allo shopping o quantomeno al window-shopping. Tutto è più bello ed improvvisamente irrinunciabile. Ora, se non fossi povera in canna e se avessi accesso, per esempio, alla carta di credito di Lourdes Ciccone, al libretto assegni dello stalliere del cugino di Bin Laden, alla paga settimanale della dog-sitter del chihuahua di Paris Hilton o al fondo-chirurgia-plastica di Nina Morić, beh, questi sono i negozi in cui probabilmente potreste avvistarmi mentre do sfogo ai miei istinti primordiali, arraffando a piene mani:

Il tutto inframmezzato da un pranzo a base di sushi, uno smoothie 100% frutta come spuntino dissetante, e magari un taglio di capelli da Coppola.

Soddisfatto questo primo attacco di shopping compulsivo, paragonabile in tutto e per tutto ad un’abbuffata notturna in fase pre-mestruale (meglio se nel frigo ci sono brie di capra, patè di olive nere, pomodorini secchi,  torta di carote e mandorle glassata e mezza bottiglia di Sauternes), potrei ritemprarmi pensando agli innumerevoli altri modi in cui spendere quantità imbarazzanti di denaro, con le tensioni accumulate che si sciolgono mentre mi abbandono mollemente alle cure di una squadra di estetiste professioniste in una Day Spa. Le tappe seguenti, più dispendiose in termini di tempo e più stimolanti in termini di difficoltà, sarebbero:

  • libri – in tutte le librerie che incrocio e ovviamente amazon.com, anche se ci priva del piacere di toccare, soppesare, sfogliare e annusare i libri
  • ingredienti – in negozi di alimentari normali e strani, con tappa certa da PeckDown to Earth (o analogo, come per esempio Whole Foods, Planet Organic o alla peggio NaturaSì)
  • vestiti e oggetti – da scovare curiosando per mercatini delle pulci, negozi dell’usato, botteghe del vintage e charity shop
  • utensili da cucina – in negozi specializzati, all’Ikea, e in ogni sgabuzzino polveroso di questo mondo

Il problema che si pone a questo punto è “dove mettere tutta questa roba?” (avendo risolto il problema precedente che era “come pagare tutta questa roba?”). Una volta sistemato e riposto ordinatamente tutto quanto – a patto che sia possibile – si porrà il problema: “in quante vite esattamente contavo di utilizzare tutta questa roba?!”

williams sonoma

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love letters

venerdì 5 dicembre '08 at 12:48 pm (caffeine, english, girl-powered, insomnia, italiano, love, thoughts, ToDo, writing)

A voi non piacerebbe ricevere una lettera d’amore? A me sì! Non dico necessariamente una lettera di 5 pagine, illustrata e a colori… mi accontenterei anche di un bigliettino. Qualcuno ci ha pensato e ha mandato in giro ben 400 lettere d’amore, ognuna diversa, mica ciclostilate. Chissà? Magari un giorno toccherà anche a noi.

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tutto quello che avreste sempre voluto sapere sul tofu e non avete mai osato chiedere

giovedì 16 ottobre '08 at 12:17 pm (caffeine, cooking, italiano, thoughts, ToDo, trivial, writing)

Sto pensando di convogliare la mia digitazione compulsiva verso un food blog. Così, tanto per non lasciare niente di intentato. Vi saprò dire…


(ingredienti per un pranzo in ufficio)

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cold tofu

mercoledì 18 giugno '08 at 2:04 pm (caffeine, hippie, italiano, lyrics, ToDo, vegan)

cold turkey: di punto in bianco (relativo ad abitudini quali droga, fumo, alcohol, etc.)

Oggi è il decimo giorno del mio balzanissimo programma di disintossicazione. In pratica, ho eliminato dalla mia dieta zucchero, caffeina, alcolici e prodotti animali. Che cosa rimane? Beh, tutto il resto, no? Hey, dopotutto, l’ha fatto anche Oprah! :-) Tra l’altro, l’ha fatto anche Morgan Spurlock dopo aver finito di girare Supersize Me.

Non sento la mancanza di nulla in particolare (a parte la cronica carenza di sonno, ma quella è un’altra storia), anche se ammetto che resistere all’alcol è difficile, soprattutto uscendo con le mie amiche alcolizzate… Eliminare zucchero e caffeina è stato incredibilmente semplice (l’ultima volta che l’ho fatto ho avuto emicranie per tre giorni). Eliminare poi tutti i cibi di origine animale è stato decisamente liberatorio (anche se non mi sono ancora trovata davanti un piattone di sushi a cui dover dire “no, grazie”!).

L’idea è di tener duro fino a fine mese; poi, si vedrà.

When you feel down, I recommend to you
Have lots of fruits and vegetables
When you feel sad, I recommend to you
Have lots of fruits and vegetables

Nice fresh fruits and vegetables, make you feel so free
I’m talking about my own life, I love to feel free too

When you feel lonely, i recommend to you
Have lots of fruits and vegetables
When you feel like crying, i recommend to you
Have lots of fruits and vegetables

When you feel down, i recommend to you
Have lots of fruits and vegetables
When you feel sad, i recommend to you
Have lots of fruits and vegetables

Nice fresh fruits and vegetables, make you feel so free
I’m talking about my own life, i love to feel free too

Vitamins, minerals, energy and more
Let’s eat fruits and vegetables
Orange, apple, banana, grape, cherry, melon
Avocado, carrot, radish

Nice fresh fruits and vegetables, make you feel so free
I’m talking about my own life, by the way, i eat chicken, too

Na, na, na, na…. na, na, na, na….
Na, na, na, na…. na, na, na, na….
Na, na, na, na…. na, na, na, na….
Na, na, na, na, na, na, na….

— Shonen Knife, “Fruits and vegetables”

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caffeina e saccarosio

martedì 27 maggio '08 at 10:10 am (caffeine, insomnia, italiano, lolcats)

L’odore di brioche ha il potere di far resuscitare i morti.

Sia ieri notte, quando eravamo praticamente ormai spalmati sui muri dal sonno e dall’alcol, sia stamattina, quando andare al lavoro in bici è stata un’impresa titanica paragonabile solo alla conquista del vello d’oro, il semplice odore di croissant appena sfornato è riuscito a farmi tornare la voglia di vivere.

Adesso però è il caso che mi beva anche un cappuccino, perché va bene tutto, ma un conto è annusare burro cotto, un conto è mandare in circolo una dose di caffeina e saccarosio… tutto ciò non sarà macrobiotico o vegan, ma quando ci vuole ci vuole!

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lucciole

martedì 15 aprile '08 at 6:01 pm (caffeine, daydreaming, girl-powered, grumpy, insomnia, italiano, love, magic, movies, thoughts)

Vorrei tornare in quel posto morbido e caldo in cui mi trovavo una volta, vorrei non dovermi preoccupare del futuro, vorrei non avere mai dubbi, vorrei andare avanti senza guardarmi mai indietro.

Vorrei che le persone non dovessero sforzarsi di capirmi, vorrei che mi capissero istintivamente e vorrei riuscire io a capire loro in modo immediato e trasparente. Vorrei vivere in un mondo privo di schemi e stereotipi, in cui tutto è semplice e lineare e bene illuminato.

Vorrei ringiovanire invece che invecchiare, diventare sempre più piccola fino ad essere riassorbita nella singolarità che mi ha generata. Vorrei vivere tutta la vita che mi è data e poi riavvolgere la bobina, ripercorrere tutto all’indietro e sparire, come se non fossi mai esistita.

Vorrei che non esistessero direzioni o versi preferenziali, vorrei che ogni solco che tracciamo non rimanesse per sempre impresso. Vorrei percorrere strade mai battute; vorrei riuscire a vedere il punto da cui si diramano queste strade.

Vorrei bruciare i miei documenti e tutto ciò che mi identifica, abolire i nomi, le nomenclature, le denominazioni. Vorrei non possedere nulla, perché il possesso rende schiavi. Vorrei non dover rendere conto di nulla a nessuno e non dipendere da niente e nessuno.

Vorrei dormire tantissimo annusando un buon odore di pioggia, di terra scaldata dal sole, di erba secca, di mare.

La civiltà e la società mi hanno stufata, immagino. E immagino di sentirmi un po’ sola, a volte, con nessuno che mi veda chiaramente al di là di tutte le sovrastrutture e i dettagli superflui. Ognuno crede di possedere un frammento di verità che mi riguarda, ma la somma di tutti questi frammenti riesce al massimo a comporre una bambola di pezza, deforme, inanimata.

Sono ancora qui che aspetto chi riuscirà a vedermi. Qualcuno che non avrà bisogno di scotch e attak per tenere insieme i vari pezzi di me, che non vorrà strizzarmi in uno stampo preconfezionato. Qualcuno che veda lo stesso mondo che vedo io.

Qualcuno a cui piacciano le lucciole.

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useless knowledge

giovedì 6 marzo '08 at 3:46 pm (caffeine, cryptic, daydreaming, driving, insomnia, italiano, magic, music, quotes, stars, thoughts, travel, trivial)

C’è ancora posto per la poesia in questo mondo.
Si tende sempre a pensare alla poesia come a qualcosa di vetusto, demodé, in rima (baciata, alternata, incrociata o incatenata), come a qualcosa di fuori luogo, che non ha più molto senso ai nostri tempi. Almeno per quanto mi riguarda, non mi sognerei mai di andare ad un evento in cui si declamano poesie. Eppure, ritrovandomici per caso, ho ascoltato rapita le parole non in rima di un ventenne efebico, un po’ algido, così biondo e pallido da parere albino. Private dell’etichetta di “poesia”, queste “spoken words” mi hanno proprio colpita e mi hanno fatto pensare che, sì, forse c’è ancora posto per la poesia in questo mondo.  [Andate alla “open mic night” in questo locale, se vi capita.]

The doors of perception.
Il mondo è senza dubbio un qualcosa di oggettivo, ma il modo in cui lo percepiamo è profondamente soggettivo. Non solo come esseri umani, con tutte le limitazioni del caso, ma anche come esemplari unici della specie umana, con i nostri piccoli ed individualissimi difetti di fabbricazione. Trovo destabilizzante l’idea di non potermi affidare ciecamente alle mie percezioni, in quanto ingannevoli, e allo stesso tempo trovo affascinante il fatto che ognuno di noi abbia un’esperienza della realtà impercettibilmente ma sostanzialmente diversa da ogni altra persona. E’ anche per questo che le droghe psicotrope e psichedeliche mi fanno paura, alla faccia di Aldous Huxley.

Il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa e insanabilmente malato; chi lo può conoscere? (Geremia, 17:9)

If the doors of perception were cleansed every thing would appear to man as it is, infinite.
For man has closed himself up, till he sees all things thro’ narrow chinks of his cavern.
William Blake, “The marriage of Heaven and Hell

Il pensier, la dinamite ed il pugnale.
Mi piacciono molto i canti di lotta e i canti popolari in generale. E’ interessante vedere l’uso del linguaggio attraverso i decenni e le correnti storico-politiche; affiorano dei topos (o topoi? “il dizionario è normativo, ma l’uomo è creativo”, mi fa notare qualcuno…) ricorrenti, primo tra tutti “il sol dell’avvenir”. In particolare, nei canti anarchici spunta spesso fuori il pugnale, oltre ai molto più prevedibili piombo, bombe, dinamite, tritolo e bandiere nere. Chissà come mai il pugnale? [Qualche esempio: “Gli anarchici siam noi di Milano“, “Inno individualista“]

«C’est une révolte?» «Non, sire, c’est une révolution»

Feral children.
Così come gli animali domestici assumono comportamenti umani vivendo a stretto contatto con degli umani, allo stesso modo gli esseri umani che passano tanto tempo esclusivamente con animali assumono comportamenti ferini. Questo è particolarmente evidente nel caso di bambini che vengono allevati o semplicemente curati ed accuditi da animali, come ogni tanto si legge nelle pagine di cronaca dei giornali. La domanda che sorge spontanea è: ci sono specie animali più o meno indicate a questo scopo? Non riesco ad immaginare, ad esempio, un bambino allevato dalle martore o dalle donnole, dalle volpi o dai porcospini. Anche la mitologia è piena di storie di bambini allevati da animali, basti pensare a Romolo e Remo. [Se volete approfondire l’argomento, andate a vedere www.feralchildren.com.]

Luna nuova.
Nelle notti senza luna, come si sa, si vedono molte più stelle. Se poi ci si trova nel mezzo della Borgogna, vi assicuro che se ne vedono ancora di più.

Food for thought.
Nutrirsi, da necessità biologica, è diventato una specie di hobby. I pasti sono spesso sacrificabili a favore di altre attività più frivole o ludiche. Conosco pochissime persone che riescono effettivamente a mangiare solo quando hanno fame e in quantità appena sufficienti, accontentandosi di cibi semplici e quindi non cedendo alle tentazioni della gola, anzi, non subendole affatto. Conosco persone che, all’opposto, potrebbero consumare quantità imbarazzanti di determinati cibi e che per le loro scelte alimentari attingono quasi esclusivamente da uno o due macro-gruppi escludendone quasi categoricamente degli altri. In effetti, conosco ben poche persone che non abbiano un qualche tipo di disturbo alimentare, me compresa. Nonostante questo, credo di essere una sostenitrice della qualità piuttosto che della quantità, dei sapori particolari e netti piuttosto che dei miscugli di sapori difficilmente districabili. [E’ per questo che bevo il tè e il caffè senza zucchero, perché altrimenti, appunto, sanno di zucchero, e non di tè o caffè.] Qualcuno potrebbe obiettare: perché limitarsi a mangiare due gustosissimi dolmades quando ne potresti mangiare venti, oppure un piccolo assaggio di pandoro quando potresti mangiarne uno intero? In effetti, non è facile rispondere a questa domanda.

Io non ho paura.
Non bisogna avere paura, nemmeno e forse soprattutto delle parole. La paura ottunde la ragione, offusca il pensiero, distorce le percezioni. Le parole, in fondo, sono solo parole. Una volta abbandonata l’illusione del controllo, la paura svanisce e la debolezza diventa forza. Scartando gli estremi, si scoprono molte gradazioni intermedie. Bisogna avere il coraggio di uscire di casa senza l’ombrello quando piove e non rinunciare solo per paura di bagnarsi.

Never seek to tell thy love
Love that never told could be;
For the gentle wind does move
Silently, invisibly.

I told my love, I told my love,
I told her all my heart,
Trembling, cold, in ghastly fears –
Ah, she doth depart.

Soon as she was gone from me
A traveller came by
Silently, invisibly –
O, was no deny.

— William Blake

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vampires (2)

mercoledì 6 febbraio '08 at 12:33 pm (caffeine, italiano, lolcats, trivial)

Sono un vampiro Jedi… RAAARRR!!!! :-)

 

PS: Il primo post sul mio vampiro è qui. Peccato che anche questo livello ha un’immagine orrenda, proprio da zoccola!! Vabbe’ che son vampiri, però…

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