chiuso per ferie

giovedì 11 settembre '08 at 5:48 pm (hawaii, insomnia, italiano, ToDo, travel)

E insomma, così. Domattina finalmente parto. Anche il blog se ne va in vacanza su tinyurl.com/wasabi… Aloha!!

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been there, done that

mercoledì 10 settembre '08 at 1:52 pm (italiano, travel, vegan)

Dunque, ho fatto tutte le cose che dovevo fare.

Ho fatto il mio daily tube pass e sono andata al V&A museum. Bellissimo! C’è un’intera galleria dedicata ai tessili, con centinaia di campioni tessuti e ricami dal tempo degli Egizi ai tempi moderni, compresi ovviamente tessuti orientali e giapponesi splendidi. C’è anche una galleria dedicata interamente ai gioielli, su due piani… appena entrata nella stanza mi sono sentita come paralizzata, inebetita. Mi stava venendo da piangere, non sto scherzando. Era una cosa da levare il fiato… Diamonds are a girl’s best friends, dopotutto. E poi, c’è un gift shop da paura. Ho fatto foto anche lì dentro, e ovviamente sono stata sgridata… :-) Insomma, andateci!!

Ho poi proseguito verso il Vegan Festival, alla Kensington Town Hall. Chi l’avrebbe mai detto? Ho dovuto fare la coda per entrare. Era un carnaio assurdo. Mamme con bambini, vecchietti hippie, punk, gente con magliette dell’Animal Liberation Front… una vera figata. Ho comprato 3 libri (di cui due di ricette vegan e co. autoprodotti e molto fichi – “Please don’t feed the bears” della AK Press e “Another dinner is possible” – e uno di storie di gente vegan edito dalla Vegan Society), una maglietta bellissima e una spilletta della Secret Society of Vegans, l’ultimo numero di Herbivore Magazine, un pranzetto a base di verdure crude e germogli buonissimo allo stand affollatissimo di Rainforest Creations, tre “formaggi” di soia allo stand (con degustazione!) della Sheese, una borsa di iuta dalla simpatica signora di Vegan Organic, che mi ha detto che ha vissuto a Milano e mi ha spiegato come coltivare un albero da frutto sul mio terrazzo. Insomma, mi sono divertita un sacco e ho speso tutti i soldi che avevo. Sono anche uscita a prelevarne altri. Lo so, sono un caso disperato :-)

Dopodiché, ho raggiunto mamma e sorella a Camden Town, dove tra le varie cose ho visitato il negozio tempio della CyberDog. Fantastico!! Se non fosse stato per lo sguardo di disapprovazione di mia madre (sì, l’ho portata dentro…) mi sarei sicuramente ricomprata la mia maglietta preferita di sempre (quella che ho preso oltre 10 anni fa è da buttare ormai). E vabbe’. Comunque, andateci. L’esperienza entrando di venire avvolti dai neon fluorescenti e dalla musica techno a palla vi riporterà indietro negli anni ’90, quando andavate ai rave illegali nell’hinterland milanese indossando le zeppe della Nose, collant a righe bianche e blu e vestitini con stampe floreali anni ’70 (o sono solo io??).

A conclusione della giornata, abbiamo cenato ad un buffet cinese a Soho, yumm!!

Lunedì mattina io e mia madre abbiamo visitato ennesimamente il British Museum, in particolare la galleria dedicata Giappone e quella dedicata all’Islam. Bellissime, come sempre.

Poi, dopo pranzo, graduation ceremony alla UCL. Oltre ai vari PhD negli argomenti più strani (tra cui, ad esempio, “Theoretical Glaciology”, “Egyptology”, “Ancient Greek Economic History” e mia sorella “Old Norse Literature”), sono state assegnate varie lauree honoris causa. Tra gli invitati, Ian McEwan, Martti Ahtisaari, Luce Irigaray e altri capoccioni… Fico!

Tutto sommato, un weekend niente male :-)

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todo list

domenica 7 settembre '08 at 11:10 am (italiano, ToDo, travel, trivial, vegan)

Cose fatte in 24 ore a Londra:

  • andare da Planet Organic e comprare una specie di onigiri di riso integrale con ripieno di prugna umeboshi (punteggio da 1 a 100: 10.000)
  • mangiare un flapjack (coconut+cherry… yumm)
  • entrare in tutte le grandi librerie e comprare 1 libro di cucina in ognuna (frase di mia sorella: “dai, muoviti, che palle, basta libri di cucina!”)
  • farsi fare un total makeover dall’addetta dello stand della Benefit Cosmetics al Boots di Piccadilly Circus, e poi non comprare nulla (a malincuore… ma negli USA costera’ tutto molto meno… il risparmio e’ importante!)
  • visitare la sezione sui Tudor della National Portrait Gallery
  • non visitare la National Gallery (troppo stanca…) e fare foto ai turisti cinesi addormentati sulle poltroncine
  • comprare pacchi famiglia di Iperico (St. John’s Worth), due al prezzo di uno, da SuperDrug
  • comprare un paio di sandali-zeppa marroni a pois turchesi e un ombrellino rosa con volant in un charity shop
  • mangiare fish and chips annegati nell’aceto di malto in un pub (fattore di intossicazione da 1 a 100: 10.000)
  • dormire 12 ore (dalle 20.30 alle 8.30)  in una stanzettina di una residenza universitaria in centro
  • ingozzarsi di weetabix con latte di soia al cioccolato e toast integrale con burro d’arachidi e marmellata di fragole alla complimentary breakfast della Connaught Hall

Cose che rimangono da fare:

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self-service

venerdì 5 settembre '08 at 2:25 pm (italiano, magic, travel, vegan)

Sono sempre più convinta che in qualche modo l’universo ci dia le cose di cui abbiamo bisogno al momento giusto. Giusto per l’universo, chiaramente, perché, per esempio, non ho davvero bisogno di tante cose di cui credo di aver bisogno (giro del mondo in barca a vela, quella borsetta di Furla, …, …, …).

Però, per esempio, avevo veramente bisogno di scatoloni per gli ultimi brandelli di trasloco, ma non avevo assolutamente cazzi di andare per supermercati a cercarne. Beh, oggi sotto casa mia c’era un cumulo di scatoloni impressionante. Self-service!!

Poi, per esempio, questa domenica a Londra c’è il vegan festival e io sono convenientemente lì da sabato a lunedì. Yu-hu!!

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wasabi, divani e saponette

venerdì 5 settembre '08 at 12:53 pm (hawaii, italiano, travel, trivial)

Ho creato una tinyurl per semplificare l’accesso al blog che (se Mitra vuole) userò come diario di viaggio delle mie vacanze/lavori forzati alle Hawaii, dal nome complicatissimo di humuhumunukunukuapuaa.wordpress.com. Come è giusto, i nomi più ovvi (giulia, hawaii, munchies, aloha, …) tanto per cambiare erano tutti presi. Scrivendo a caso dei nomi per vedere cosa c’era di disponibile alla fine mi sono ritrovata con: http://tinyurl.com/wasabi. Che diavolo è il wasabi?

Sempre a proposito di soggiorni hawaiiani e cose strane, ho finalmente trovato un couchsurfing host a Honolulu! E che sarà mai il couchsurfing? Trattasi semplicemente di un modo per dormire gratis a casa di sconosciuti e quindi risparmiare e allo stesso tempo conoscere gente del posto, con usi, costumi, coltellate nella notte e tutto quanto. Il mio host è un surfista neozelandese vegan (sposato… per chi si stesse facendo strane idee). Chi vivrà vedrà!

Infine, ho quasi completato il trasloco nella casa nuova… resta solo da sistemare il tutto, operazione che richiederà all’incirca un numero imprecisato di ore. Mi consola l’idea che in autunno/inverno potrò finalmente dedicarmi ai miei hobby casalinghi preferiti, ossia cucinare e produrre cose fatte a mano di dubbia utilità (coperte, saponi, calzini di lana, etc). Davanti al caminetto.

Questo weekend poi sarò a Londra, per intridermi ben bene le ossa di freddo e umido in attesa del meltdown hawaiiano! Salt & vinegar crisps, fish & chips, peanut butter & jelly, marks & spencer, bed, bath & beyond, 53rd & 3rd, e così via. PS: tre delle cose elencate prima sono genuinamente britanniche, le altre tre sono spuriamente statunitensi. Il mio solito mischione, insomma…

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fattore c

martedì 2 settembre '08 at 7:22 pm (cryptic, hawaii, italiano)

Forse a volte non è stupido credere che le cose si sistemeranno in qualche modo… C’è da dire che, sistemazioni miracolose a parte, mi sono comunque fatta un discreto mazzo. Però un po’ di culo aiuta. ^_^

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