Hi, my name is Giulia and I’m a writer

lunedì 21 aprile '08 at 1:08 pm (books, girl-powered, grumpy, italiano, quotes, thoughts, ToDo, writing)

Considerando gli eventi recenti, la pioggia incessante di questi giorni e i vari desideri irrealizzati e forse irrealizzabili, ho deciso di mettermi in pausa per un po’, mettere in un cantuccio le varie attività che sono state predominanti in queste ultime settimane e ricominciare a leggere e scrivere. Leggere, perché è ora di finirlo questo Pendolo di Foucault (e, già che ci sono, intaccare la pila preoccupantemente alta dei “libri nuovi”), e scrivere, perché direi che di materiale ne ho accumulato parecchio, e idee vecchie che prima erano troppo liquide per essere imbrigliate ora forse sono sufficientemente distanti da essere messe a fuoco con il cannocchiale della ragione critica.

Provvidenzialmente, oggi è uscito un nuovo post (Zen Power Writing: 15 Tips on How to Generate Ideas and Write with Ease) su un blog sulla scrittura consigliatomi dall’oracolo. Già il primo punto mi è piaciuto parecchio:

1. Forge your identity. Say, “I am a writer!” Maybe you feel reluctant to say it because you think you’re not good enough? Well, forget about ‘good enough’! A writer writes. Do you write? If yes, then you are a writer. 

Beh, per scrivere scrivo… questo mi rende una scrittrice? Fingerò di essere spocchiosa come non sono e risponderò “sì”.

Holly Golightly: What do you do, anyway?
Paul Varjak: I’m a writer, I guess.
Holly Golightly: You guess? Don’t you know?
Paul Varjak
OK, positive statement. Ringing affirmative. I’m a writer.

Affermativo! Scrivo. E’ una di quelle cose di cui non posso fare a meno. E non ha importanza se scrivo tendenzialmente sempre delle stesse cose… finché ce n’è, perché non sviscerare tutto, ma proprio tutto? 

Solo un po’ mi rincresce per i personaggi ignari dei miei racconti, persone reali sventrate della propria individualità, smembrate e riassemblate in nuovi soggetti irriconoscibili ad un occhio distratto, carne da macello tritata e modellata a mo’ di polpetta, condita con le salse e le spezie che più piacciono a me. D’altra parte, nella vita di tutti i giorni siete voi a stilizzare me, lasciatemi almeno la licenza di stilizzarvi a mia volta nelle pagine che scrivo, che comunque non leggerete mai, da bravi illetterati menefreghisti che siete. 

Perché a leggere o semplicemente ascoltare ci sarebbe parecchio da imparare, a partire dal mio fottutissimo nome!!

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