post punk kitchen

martedì 29 aprile '08 at 7:20 pm (books, cooking, daydreaming, girl-powered, italiano, vegan, video)

Sono finalmente riuscita a procurarmi una copia di un libro davvero molto bello di ricette vegan che si intitola “Vegan with a vengeance” (a proposito: c’è anche un gruppo su Flickr che raccoglie le foto delle ricette… yummy!!).

L’autrice di questo libro, Isa Chandra Moskowitz, ha anche autoprodotto un programma televisivo che si chiama “The Post Punk Kitchen“, filmato nella cucina del suo appartamento a Brooklyn; su google video si possono vedere i primi 4 episodi… è fico! Guardatelo!!

Per il mio compleanno (-10gg) sono d’accordo con una mia amica di cucinare qualcosa di particolare a casa sua: ovviamente cercherò di propinarle qualche ricetta vegan (magari proprio da questo libro!) o addirittura un menu macrobiotico che comprenda i cinque sapori: acido, dolce, salato, piccante e amaro.

Nel frattempo, con la sigla di ThePPK che mi ronza in testa, penso a quanto sarebbe fico sminuzzare verdure nella cucina di un ristorante vegetariano – magari dall’altra parte del mondo – invece che starmene qui ad una scrivania. Hurrah produttività!

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f*ck the pain away

martedì 29 aprile '08 at 12:22 pm (girl-powered, italiano, music, ToDo, video)

Beh, a quanto pare muxtape.com l’hanno chiuso… ma non disperiamo. A Dublino mi sono fatta un’overdose di musica fica nell’oretta trascorsa dentro Urban Outfitters a Temple Bar e quindi oggi passo in rassegna Urban Amplified e mi ascolto un podcast piuttosto carino che mi ha consigliato il mio ex e anche un po’ di Peaches.

Ho voglia di andare a ballare. Quando vado a Stoccolma di fisso mi ci faccio portare!!

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facts and fiction

lunedì 28 aprile '08 at 7:20 pm (english, foto, insomnia, thoughts, travel, trivial, vegan)

Things I discovered, thought about, dreamed or just realized while I was in Ireland:

  1. I thrive on my weblog. This thought goes straight to #1 since I *so* missed blogging…
  2. I dream of becoming a chef.
  3. The Natural Gourmet cooking school is too fucking expensive and I’ll never be able to afford it. Fuck.
  4. I am this close to going vegan. Just give me time…
  5. I spend loads of money on books. And when I say loads, I mean loads.
  6. I’ve been traveling lots lately: since August I’ve been to Frankfurt, London (3 times), Lyon (twice) and now Ireland. Stockholm coming right up!
  7. Eating organic fruits and veggies and whole foods in general makes me happy. Seriously!
  8. After all, I am a happy, relaxed, easy-going, optimistic, fun-loving person.
  9. I am not afraid anymore, of many things.
  10. Unfortunately, I snore a bit.
  11. I love the smell of the sea.
  12. I missed the gym so much while I was away!! Gotta catch up, but not tonight, I’m too damn tired… (woke up at 4am to catch an early flight)
  13. I am overly critical and can’t help it.
  14. If I had to define myself and adhere to a subculture, I’d choose punk, punk and punk a million times!
  15. My life isn’t so bad at all.
  16. I missed my cat tremendously while I was away!! Meow!! Extra cuddles tonight. ^_^
  17. I want to dye my hair red.
  18. I’d love to work abroad, but I don’t know where or how. Any offers??
  19. Apparently, I don’t look my age. People keep telling me so I’m starting to believe it.
  20. Apparently, I don’t look Italian enough to prevent my fellow citizens from gossiping about me to my face and in my own language. Hello weirdos, I am Italian too! -_-
  21. I like talking to strangers, I find it quite refreshing.
  22. Seafood chowder is YUMMY!
  23. I have weird dreams.

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farvel

martedì 22 aprile '08 at 2:41 pm (grumpy, italiano, travel)

Domattina parto per l’Irlanda. Ho una voglia di staccare e andare in qualche posto lontano che non avete idea… sono un po’ satura di troppe cose, alcune in particolare. Sono proprio stufissimissima e stanchissimissima. E sono stufa e stanca di essere stufa e stanca.

I’ll see you when I get back.

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dark room

lunedì 21 aprile '08 at 6:28 pm (italiano, trivial, writing)

Wow, ho trovato il software definitivo per scrivere, si chiama Dark Room. Fa quasi paura scontrarsi con una superficie monocroma su cui far apparire parole prive di formattazione, senza menu o icone da cliccare, viziata come sono dai vari Word o WordPress o chissà che altro. Ma dopo aver superato il primo scoglio, è fantastico, è così… essenziale.

Vabbe’, ho aggiunto un po’ di rumore al testo… ma insomma l’immagine sopra è la vista a schermo intero che propone questo word processor. Inquietante, vero?

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intellighenzia

lunedì 21 aprile '08 at 6:07 pm (grumpy, italiano, lolcats, thoughts, ToDo, trivial)

I paroloni mi ipnotizzano, mi lambiscono, mi soffocano.

D’ora in poi voglio rifiutarmi categoricamente e coscientemente di usare parole che un bambino delle elementari o la mia vicina di casa ucraina non capirebbero. Non voglio più pronunciare le parole: edule, iconoclastico, tautologico, epistemologia, coprolalia, sincretismo, sinottico, bustrofedico, ontologico, ondivago, epiteto, ieratico, refrattario, ogivale, caustico, scevro, coriaceo, ignavia, archetipico, redarguire, sdilinquire, ferino, fallacia, atarassia, ossimoro, turpiloquio, marcescente, obnubilante, autoctono, dinoccolato.

Voglio parlare come l’uomo della strada e riuscire ugualmente ad esprimere ciò che penso. E, se non ci riesco, voglio semplificare ciò che penso di dover a tutti i costi esprimere.

Oppure, stare zitta!

Come quando Faulkner criticò Hemingway per la sua limitata scelta lessicale:

He has no courage, has never climbed out on a limb… has never used a word where the reader might check his usage by a dictionary.

e lui rispose:

Poor Faulkner. Does he really think big emotions come from big words? He thinks I don’t know the ten-dollar words. I know them all right. But there are older and simpler and better words, and those are the ones I use.

Non è che perché si sa una cosa bisogna per forza dirla. Questo gusto per l’esibizionismo dev’essere sradicato, annientato. Disincentivato. Oserei dire punito.

Vado subito a cancellare la mia iscrizione a “Word of the day“, strumento sovversivo di soggiogamento delle masse intontite e brancolanti, fonte inesauribile di paroloni on demand, razione quotidiana di snobismo intellettuale per noi drogati della carta stampata. La cancello e mi iscrivo a qualcosa di molto più stronzo e terra-terra. Giuro. Cioè, giuro che ci faccio un pensierino, perlomeno…

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Hi, my name is Giulia and I’m a writer

lunedì 21 aprile '08 at 1:08 pm (books, girl-powered, grumpy, italiano, quotes, thoughts, ToDo, writing)

Considerando gli eventi recenti, la pioggia incessante di questi giorni e i vari desideri irrealizzati e forse irrealizzabili, ho deciso di mettermi in pausa per un po’, mettere in un cantuccio le varie attività che sono state predominanti in queste ultime settimane e ricominciare a leggere e scrivere. Leggere, perché è ora di finirlo questo Pendolo di Foucault (e, già che ci sono, intaccare la pila preoccupantemente alta dei “libri nuovi”), e scrivere, perché direi che di materiale ne ho accumulato parecchio, e idee vecchie che prima erano troppo liquide per essere imbrigliate ora forse sono sufficientemente distanti da essere messe a fuoco con il cannocchiale della ragione critica.

Provvidenzialmente, oggi è uscito un nuovo post (Zen Power Writing: 15 Tips on How to Generate Ideas and Write with Ease) su un blog sulla scrittura consigliatomi dall’oracolo. Già il primo punto mi è piaciuto parecchio:

1. Forge your identity. Say, “I am a writer!” Maybe you feel reluctant to say it because you think you’re not good enough? Well, forget about ‘good enough’! A writer writes. Do you write? If yes, then you are a writer. 

Beh, per scrivere scrivo… questo mi rende una scrittrice? Fingerò di essere spocchiosa come non sono e risponderò “sì”.

Holly Golightly: What do you do, anyway?
Paul Varjak: I’m a writer, I guess.
Holly Golightly: You guess? Don’t you know?
Paul Varjak
OK, positive statement. Ringing affirmative. I’m a writer.

Affermativo! Scrivo. E’ una di quelle cose di cui non posso fare a meno. E non ha importanza se scrivo tendenzialmente sempre delle stesse cose… finché ce n’è, perché non sviscerare tutto, ma proprio tutto? 

Solo un po’ mi rincresce per i personaggi ignari dei miei racconti, persone reali sventrate della propria individualità, smembrate e riassemblate in nuovi soggetti irriconoscibili ad un occhio distratto, carne da macello tritata e modellata a mo’ di polpetta, condita con le salse e le spezie che più piacciono a me. D’altra parte, nella vita di tutti i giorni siete voi a stilizzare me, lasciatemi almeno la licenza di stilizzarvi a mia volta nelle pagine che scrivo, che comunque non leggerete mai, da bravi illetterati menefreghisti che siete. 

Perché a leggere o semplicemente ascoltare ci sarebbe parecchio da imparare, a partire dal mio fottutissimo nome!!

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disorder

venerdì 18 aprile '08 at 7:24 pm (cryptic, grumpy, italiano, lolcats, lyrics, music)

Quando ho voglia di spaccare qualcosa, un buon punto d’inizio è sempre spaccarmi i timpani…

somewhere, between the sacred silence and sleep
disorder, disorder, disorder

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lucciole

martedì 15 aprile '08 at 6:01 pm (caffeine, daydreaming, girl-powered, grumpy, insomnia, italiano, love, magic, movies, thoughts)

Vorrei tornare in quel posto morbido e caldo in cui mi trovavo una volta, vorrei non dovermi preoccupare del futuro, vorrei non avere mai dubbi, vorrei andare avanti senza guardarmi mai indietro.

Vorrei che le persone non dovessero sforzarsi di capirmi, vorrei che mi capissero istintivamente e vorrei riuscire io a capire loro in modo immediato e trasparente. Vorrei vivere in un mondo privo di schemi e stereotipi, in cui tutto è semplice e lineare e bene illuminato.

Vorrei ringiovanire invece che invecchiare, diventare sempre più piccola fino ad essere riassorbita nella singolarità che mi ha generata. Vorrei vivere tutta la vita che mi è data e poi riavvolgere la bobina, ripercorrere tutto all’indietro e sparire, come se non fossi mai esistita.

Vorrei che non esistessero direzioni o versi preferenziali, vorrei che ogni solco che tracciamo non rimanesse per sempre impresso. Vorrei percorrere strade mai battute; vorrei riuscire a vedere il punto da cui si diramano queste strade.

Vorrei bruciare i miei documenti e tutto ciò che mi identifica, abolire i nomi, le nomenclature, le denominazioni. Vorrei non possedere nulla, perché il possesso rende schiavi. Vorrei non dover rendere conto di nulla a nessuno e non dipendere da niente e nessuno.

Vorrei dormire tantissimo annusando un buon odore di pioggia, di terra scaldata dal sole, di erba secca, di mare.

La civiltà e la società mi hanno stufata, immagino. E immagino di sentirmi un po’ sola, a volte, con nessuno che mi veda chiaramente al di là di tutte le sovrastrutture e i dettagli superflui. Ognuno crede di possedere un frammento di verità che mi riguarda, ma la somma di tutti questi frammenti riesce al massimo a comporre una bambola di pezza, deforme, inanimata.

Sono ancora qui che aspetto chi riuscirà a vedermi. Qualcuno che non avrà bisogno di scotch e attak per tenere insieme i vari pezzi di me, che non vorrà strizzarmi in uno stampo preconfezionato. Qualcuno che veda lo stesso mondo che vedo io.

Qualcuno a cui piacciano le lucciole.

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extraparlamentare

martedì 15 aprile '08 at 11:18 am (grumpy, italiano, thoughts, ToDo)

Se mai ci fossero stati dei dubbi, adesso sono ufficialmente un’extraparlamentare. Ma in che cazzo di Paese viviamo?? Già tre persone stamattina mi hanno prospettato l’ipotesi di emigrare. Io dico, spacchiamo tutto prima però, come i fottuti Unni.

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