poison

venerdì 14 marzo '08 at 1:23 am (insomnia, italiano, thoughts)

Può capitare che un veleno, una volta inoculato, abbia degli effetti devastanti. Anche in piccole dosi, ma somministrate giorno dopo giorno, può portare alla pazzia, alla morte, o anche solo a uno stato di debilitazione e malessere generale.

Altre volte, invece, in rari casi, un veleno diventa esso stesso il suo antidoto, e le piccole dosi, anziché deteriorare sempre di più l’organismo ospite, funzionano a mo’ di vaccino.

Proprio come per guarire da un’intolleranza alimentare bisogna rimuovere del tutto il cibo incriminato per poi reintrodurlo un po’ alla volta; proprio come per non ammalarsi di qualche brutta malattia bisogna esserne infettati ma in proporzioni molto ridotte, per sviluppare sufficienti anticorpi.

Mi piace molto di più l’idea di un avvelenamento prolungato che porta all’immunità totale rispetto all’idea classica di un avvelenamento lento e costante che debilita sempre di più fino alla morte. L’esito imprevedibile che si ritorce contro il malfattore, annientando la volontà maligna. La mutazione genetica che conduce, contro ogni pronostico, all’invulnerabilità.

PS: Questo post, incidentalmente, è il n.666 …

5 commenti

  1. Avvocatolaser said,

    “Mi piace molto di più l’idea di un avvelenamento prolungato che porta all’immunità totale rispetto all’idea classica di un avvelenamento lento e costante che debilita sempre di più fino alla morte”

    Ma va’?

  2. munchies said,

    I tuoi commenti lapidari e ovvi mi fanno crepare :-)

    Beh, per cercare di risponderti… magari qualcuno preferisce invece morire lentamente, come quelli che si fanno coscientemente del male tipo distruggendosi il fegato bevendo troppo, fumando troppo o drogandosi troppo, o mangiando la merda stile Mc.D tutti i santi giorni. O no?

  3. oracolo said,

    Il fascino del mantra “Ciò che non ti uccide ti fortifica”.

    Forse quello di adattarsi ai cambiamenti – il che spesso si traduce nel migliorarsi grazie agli accidenti che capitano – è l’aspetto più affascinante dell’essere vivi.
    Forse è solo una palla che ci raccontiamo perché l’idea di essere semplicemente devastati dalla sfiga non è molto consolante.

    Bicchiere di veleno mezzo pieno o mezzo vuoto?

  4. munchies said,

    Ciao oracolo,
    bello questo mantra, grazie, aggiunge qualcosa al mio post criptico corroborando la mia idea (scaturita dalla lettura del primo capitolo di “High Fidelity” di Nick Hornby e da tre amari averna consumati in compagnia).
    In questo modo, si può arrivare a dire che la sfiga non esiste! La sfiga è in realtà fortuna sotto mentite spoglie. Bravissimo!

  5. you and your goddamn attitude « //o^_^o\ said,

    […] e forse sono davvero più forte. Non mi sono indurita, semplicemente che sono un po’ più immune a certe cose. Un po’ più, non del tutto. Perché certe cose fanno sempre male, faranno sempre male, ma […]

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