memories

venerdì 28 dicembre '07 at 4:52 pm (foto, italiano, thoughts)

Stando qui al paese di mia nonna non posso fare a meno di pensare a tante cose belle e brutte del passato che non torneranno o che sono irrimediabilmente cambiate. Le scrivo un po’ così come mi vengono in mente appunto per non dimenticarle.

Quella volta che siamo andati a Tarlessa e c’era un nebbione così fitto che non si vedeva a mezzo metro fuori dalla porta di casa.

Raccogliere le more selvatiche dal bordo della strada d’estate.

Camminare fin su al forte in cima alla Bernadia con mia cugina e scendere giù per il bosco dal lato sbagliato, perdendoci.

Cercare di avvistare le stelle cadenti nella notte di San Lorenzo e ritrovarmi a contemplare la Via Lattea, incantata.

L’organista della chiesa alla messa di Natale e la zia Ottorina che cantava a squarciagola stonatissima… entrambi ora riposano al cimitero.

La Mariote curva sotto la gerla a ottant’anni suonati… anche lei ora non c’è più.

La baracca in cui hanno vissuto i miei nonni per alcuni anni dopo il terremoto, con il pavimento di linoleum.

Il negozietto di alimentari della Venerina dove d’estate da bambina prendevo il gelato con lo stecco.

La fettina di carne con pomodoro formaggio e prosciutto che ci preparava mia nonna e i panini con farcitura spessa più di un centimetro che ci dava per il viaggio.

Quella volta che sono andata con mia cugina a fare il bagno nel Cornappo.

Tritare i sassolini colorati sul muretto e formare tanti piccoli mucchietti di diversi colori.

Scendere giù per il vigneto fino al torrente e pungermi tutte le gambe con le ortiche.

Dare da mangiare il fieno ai conigli.

Andare sul trattore di mio zio quando andava a dare il verderame alle viti oppure andare sul retro dell’Ape.

Suonare il piano un po’ scordato da mia zia.

Giocare ai giochi del Commodore alla tv con mio cugino, di quelli che c’era il lettore con le cassette.

Mangiare le ciliege appena raccolte dagli alberi, scartando quelle col verme.

Ascoltare il temporale estivo dalla camera di mia cugina… sognando mille sogni adolescenziali.

I racconti di mio nonno della guerra in Africa.

Telefonare dal telefono pubblico a gettoni.

Il cane lupo di mia nonna, la Greta.

Gli interminabili pranzi di Natale, capodanno e Pasqua con tutta la famiglia riunita, quando c’eravamo ancora tutti.

Eccetera…

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