31 dicembre 2007

lunedì 31 dicembre '07 at 3:07 pm (driving, girl-powered, italiano, meteo)

Prendere decisioni mi rende sempre iperattiva, quasi euforica. Al di là dei propositi per l’anno nuovo, che ho già meditato da qualche tempo, ieri ho avuto proprio un’illuminazione! Dopo essermi depressa per tutte le feste finalmente mi sono sentita bene. Guidare di notte nella nebbia, poi, mi ha proprio divertita. Ascoltare stupide canzoni natalizie alla radio. Tornare nella mia nuova casetta, giocare coi gatti. E poi, bere vino fino a tardi chiacchierando… ci voleva proprio.

Addio 2007! Mi hai proprio un po’ stufato, ma ormai tra 9 ore sarà finito questo supplizio.

I munchies vi augurano un felice 2008 e tanta allegria, che non guasta mai. ^_^

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memories

venerdì 28 dicembre '07 at 4:52 pm (foto, italiano, thoughts)

Stando qui al paese di mia nonna non posso fare a meno di pensare a tante cose belle e brutte del passato che non torneranno o che sono irrimediabilmente cambiate. Le scrivo un po’ così come mi vengono in mente appunto per non dimenticarle.

Quella volta che siamo andati a Tarlessa e c’era un nebbione così fitto che non si vedeva a mezzo metro fuori dalla porta di casa.

Raccogliere le more selvatiche dal bordo della strada d’estate.

Camminare fin su al forte in cima alla Bernadia con mia cugina e scendere giù per il bosco dal lato sbagliato, perdendoci.

Cercare di avvistare le stelle cadenti nella notte di San Lorenzo e ritrovarmi a contemplare la Via Lattea, incantata.

L’organista della chiesa alla messa di Natale e la zia Ottorina che cantava a squarciagola stonatissima… entrambi ora riposano al cimitero.

La Mariote curva sotto la gerla a ottant’anni suonati… anche lei ora non c’è più.

La baracca in cui hanno vissuto i miei nonni per alcuni anni dopo il terremoto, con il pavimento di linoleum.

Il negozietto di alimentari della Venerina dove d’estate da bambina prendevo il gelato con lo stecco.

La fettina di carne con pomodoro formaggio e prosciutto che ci preparava mia nonna e i panini con farcitura spessa più di un centimetro che ci dava per il viaggio.

Quella volta che sono andata con mia cugina a fare il bagno nel Cornappo.

Tritare i sassolini colorati sul muretto e formare tanti piccoli mucchietti di diversi colori.

Scendere giù per il vigneto fino al torrente e pungermi tutte le gambe con le ortiche.

Dare da mangiare il fieno ai conigli.

Andare sul trattore di mio zio quando andava a dare il verderame alle viti oppure andare sul retro dell’Ape.

Suonare il piano un po’ scordato da mia zia.

Giocare ai giochi del Commodore alla tv con mio cugino, di quelli che c’era il lettore con le cassette.

Mangiare le ciliege appena raccolte dagli alberi, scartando quelle col verme.

Ascoltare il temporale estivo dalla camera di mia cugina… sognando mille sogni adolescenziali.

I racconti di mio nonno della guerra in Africa.

Telefonare dal telefono pubblico a gettoni.

Il cane lupo di mia nonna, la Greta.

Gli interminabili pranzi di Natale, capodanno e Pasqua con tutta la famiglia riunita, quando c’eravamo ancora tutti.

Eccetera…

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winter wonderland

venerdì 21 dicembre '07 at 10:22 am (italiano, magic, meteo, thoughts)

Eccoci qua, è inverno!

È freddo, fa buio presto. È tempo di accendere candeline la sera e rintanarsi in casa a leggere libri avvolti da una coperta.

Sogno paesaggi con fiumi ghiacciati e prati innevati. Caminetti e vini speziati. Freddo acuto che ti punge le guance e palle di neve. Saune roventi e piscine riscaldate. Biscottini di zenzero e cannella e latte caldo con yogi tea e miele. Lunghi viaggi in treno di notte e paraorecchie di pelouche. Odore di pino e gusci di noci che scrocchiano. Sogno una lunga vacanza piena di risate nell’altro emisfero…

Quanto durerà l’inverno? Mi fa più paura l’arrivo della primavera. Cosa rimarrà di me allo sciogliersi dei ghiacci?

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new year resolutions

giovedì 20 dicembre '07 at 3:18 pm (calvin & hobbes, italiano, quotes, ToDo)

Autosuggestion is a process by which an individual trains the subconscious mind to believe something, or systematically schematizes the person’s own mental associations, usually for a given purpose. This is accomplished through self-hypnosis methods or repetitive, constant self-affirmations, and may be seen as a form of self-induced brainwashing. The acceptance of autosuggestion may be quickened through mental visualization of that which the individual would like to believe. Its success is typically correlated with the consistency of its use and the length of time over which it is used. Autosuggestion can be seen as an aspect of prayer, self-exhorting “pep talks”, meditation, and other similar activities. A trivial example of self-improvement by autosuggestion is the New Year’s resolution, especially if it is followed up by systematic attention to the resolution.— tratto da http://en.wikipedia.org/wiki/Autosuggestion

Non sapevo che i buoni propositi per l’anno nuovo fossero una forma di autosuggestione! Quanti buoni propositi è sensato avere? Ho ancora una settimana circa per pensarci bene e stilare la mia lista. In effetti, è da un po’ che non lo faccio e magari non è un’idea così cattiva dopotutto…

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guts

mercoledì 19 dicembre '07 at 4:54 pm (caffeine, english, girl-powered, lolcats, thoughts)

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alla ricerca del tempo perduto

mercoledì 19 dicembre '07 at 4:51 pm (books, italiano, quotes)

Devo assolutamente rileggere questo libro. Procurarmi un’edizione che non cada a pezzi (come la mia degli Oscar Mondadori, con le pagine tutte staccate e sbriciolate) e rileggerlo! Dio mio, Proust è veramente un genio. Il modo in cui scrive mi dà veramente tanto. Quelle frasi lunghissime, quelle descrizioni che non finiscono mai. Tutti quei dettagli assolutamente superflui, eppure essenziali.

Al liceo avrei voluto imparare bene il francese solo per poter leggere La Récherche in lingua originale! E invece il mio francese fa pena e non sono mai riuscita a rileggere altro che l’inizio di “Dalla parte di Swann”. E’ che ora che sono cresciuta probabilmente potrei forse capire qualcosa di diverso rileggendo queste tremila pagine. Chissà?

A lungo, mi sono coricato di buonora. Qualche volta, appena spenta la candela, gli occhi mi si chiudevano così in fretta che non avevo il tempo di dire a me stesso: “Mi addormento”. E, mezz’ora più tardi, il pensiero che era tempo di cercar sonno mi svegliava; volevo posare il libro che credevo di avere ancora fra le mani, e soffiare sul lume; mentre dormivo non avevo smesso di riflettere sulle cose che poco prima stavo leggendo, ma le riflessioni avevano preso una piega un po’ particolare; mi sembrava d’essere io stesso quello di cui il libro si occupava: una chiesa, un quartetto, la rivalità di Francesco I e Carlo V.

— Marcel Proust – “Dalla parte di Swann”

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desaparecido

domenica 16 dicembre '07 at 2:58 pm (girl-powered, grumpy, italiano)

Stamattina ho deciso di curiosare un po’ tra i miei trascorsi di scribacchina introspettiva e confusionaria pre-web. Ossia, ho deciso di aprire il baule che contiene i miei vecchi diari, con l’idea di sfogliarne uno in particolare… ORRORE!! Non c’era più!

Chi ha rubato il mio diario? L’unico diario che vorrei davvero mai rileggere? Chi si è impossessato dei miei ricordi fissati con inchiostro di penna stilografica blu su carta color panna da 200 grammi al metro quadro? Il bello (o brutto) è che mi ricordo esattamente e precisamente alcune pagine, volevo semplicemente rivederle, collocarle in qualche nuovo scomparto della mia memoria, rileggere i miei pensieri criptici e cercare di capire se davvero, come temo, da oltre 10 anni a questa parte continuo a ripetere gli stessi errori, come un maledetto cane che si morde la coda, come un topo da laboratorio con la memoria a breve termine. Come una qualsiasi donna dei tempi moderni, diciamo.

Tant’è, non posso farci nulla. Posso solo cercare di capire dove diavolo sia finito. Magari un domani salterà fuori e sfogliandone le pagine ancora perfette mi farò una bella risata. Magari invece qualche malintenzionato me l’ha sottratto indebitamente e, dopo averlo letto, gli ha dato fuoco o l’ha buttato in un cassonetto. O magari lo conserva in qualche cassetto per ricordarsi, all’occorrenza, quanto sono mongoloide.

Buu il mio diario… :-(

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pensieri, parole, opere e omissioni (o giù di lì)

venerdì 14 dicembre '07 at 4:22 pm (girl-powered, italiano, love, quotes, thoughts)

Beh, non sono molto brava con le parole… tendo a fare casino e ad aggrovigliarmi da sola in tutti i miei pensieri confusi. Districare le matasse non è il mio forte e nemmeno trovare aghi nei pagliai. Quindi oggi ho deciso di far parlare qualcun altro al posto mio.

Leggete, dunque, e meditate… 

(Rubato da http://tresmujeres.splinder.com)

sabato, 30 luglio 2005

Nella prossima vita voglio rinascere uomo. 

Il problema di fondo è che ci siamo troppo evolute. Abbiamo lottato per essere come gli uomini e alla fine ci siamo riuscite fin troppo bene, non calcolando piuttosto gli effetti collaterali provocati da questa evoluzione: indossiamo i pantaloni, portiamo avanti famiglie coi nostri stipendi, lavoriamo a casa come donne e al lavoro come uomini, camminiamo da sole e ci difendiamo, combattiamo nelle guerre impugnando armi, giudichiamo nei tribunali, siamo votate alla politica, siamo volti noti di moda e spettacolo, ci siamo fatte crescere le palle: prendiamo decisioni impegnative e nonostante tutto continuiamo a mantenere i ruoli di donne, amanti, madri e casalinghe. Sempre più ruoli per dimostrare quanto valiamo, mentre a voi – voi uomini – non è mai stata messa in dubbio la vostra valuta. Non solo, abbiamo anche imparato e, purtroppo, rimpiazzato il vostro ruolo da corteggiatori.

Io corteggio.

Corteggio come fanno tutte le mie amiche e non.  Dico che mi piace essere preda di corteggiamenti, ma questo accade maggiormente nei miei sogni ad occhi aperti, perché in uomini che si rimboccano le maniche per conquistare il mio cuore proprio non mi ci imbatto. Dal mio canto sono attenta come un falco alle manie e ai piaceri dell’uomo sul quale ho messo gli occhi. Imparo e memorizzo date colori vetrine e vestiti. Se passeggiamo e lui guarda un modellino in una vetrina, nella mia testa c’è già l’idea che tornerò per acquistarlo e fargli una sorpresa. Se l’ho sentito parlare con un amico di un determinato film e so che un gadget lo renderebbe felice, nella mia testa c’è già la ricerca su internet e relativo acquisto del materiale. Se so che una determinata canzone lo fa sorridere mentre guida, l’ho già scaricata nel lettore mp3 e gliela faccio sentire e lo ammiro ammirata mentre ride compiaciuto del mio gesto. Se so che gli fa impazzire un morso sul collo, eccomi alitarci e avvicinarmi dolcemente, per provocargli un brivido di piacere.

Se so, lo faccio. 

Se so e lo faccio è unicamente per conquistarlo, per dirgli: guardami, sono qui in tutto il mio splendore di donna bambina; sono qui pronta per riverirti come il più grande dei re dell’universo; sono qui per farti padrone del mio mondo, e non per essere schiava ma amante: per diletto e non per tortura. Usami perché voglio essere usata, usami perché voglio sentirmi consumata dal tuo amore. Mi metto di fronte a te, nuda da tutti i miei averi e col mio cuore tra le dita e ti dico: “Eccolo è tuo, prendilo prima che soffochi, senza amore è come un pesce fuor d’acqua”. 

Bugiarda! 

Eppur non è sempre così, non lo è mai stato, tranne che nella mia ultima occasione d’amare. Non ho mai servito il mio cuore su un piatto d’argento, non ho mai pensato di farmi consumare d’amore, ma mai come nell’ultima storia avrei voluto farlo. E sarebbe stato meno doloroso se lo avesse divorato o consumato, piuttosto che inciso questi lievi tagli che non si rimarginano e che bruciano ogni volta che qualcosa mi riporta a lui. 

Veritiera!

Eppur l’uomo che adocchio è davvero trattato come un re, no, non come un re, di più. Davvero cerco di conquistarlo in tutti i modi, le lingue, i gesti e gli oggetti. Studio, osservo e  apprendo. Divento comprensiva, passionale, gelosa, intellettuale…sono come tu mi vuoi.  Una sola occasione e divento la tua donna ideale, non perché lo possa fare chiunque, le altre fingerebbero, io no, io lo sono, io sono la tua donna ideale. Qualunque cosa apprenda da un uomo, mi resta dentro e così amplio la mia cartella zippata “cose da uomini”, cosicché io possa a poco a poco riempirmi di piccolezze del mondo maschile per integrarmi meglio in quello del “Prescelto”. 

Stufa.

Solo che ora sono stufa. Sono stufa di corteggiare. Voglio essere corteggiata. Causa l’emancipazione, l’uomo si sente in difetto se corteggia; altra causa del mancato corteggiamento: il sesso. Quest argomento che non è più  tabù, ora la donna è libera di andare a letto con chi vuole e quando vuole. Giusto che sia così, ma la donna è diventata facile quanto l’uomo. Questo comporta il fatto che se l’uomo prima corteggiava anche per il sesso ora non lo fa più. Ora la domanda arriva subito ed è esplicita: “vuoi fare l’amore con me?” Ma perché chiamarlo amore se è solo godimento personale ed egoista? E anche se quell’uomo ti piace e tu piaci a lui e gli dici di no, non ancora ecco che fai la preziosa. E nella mente maschile la preziosa difficilmente ne vale la pene… pardon, pena.  Ci stiamo dando troppo, pensando che più diamo più riceveremo; bhe a quanto pare non è così. Ed ecco che ci ho ragionato e a lungo. Rivoglio un po’ di controllo. Voglio pensare a me stessa come una grande donna emancipata, al passo con gli uomini e la tecnologia, ma voglio pensare a me stessa anche come alla pietra più preziosa che esista e ora, ora voglio un minatore pronto ad affrontare draghi alati e sputa fuoco. Voglio tenermi la mia astinenza da sesso, perché non voglio fare del sesso, io voglio fare l’Amore. 

E ti chiamerò Amore se mi vieni a cercare.

Improvvisamente voglio essere quello che non sono mai stata: romantica e sdolcinata, fedele alle favole. Nella vita voglio provare di tutto, ed è giunto il momento di provare a credere nel principe azzurro. Voglio i fiori a casa anonimi dai dolci bigliettini sognanti, voglio essere rapita e portata al tramonto sul mare, voglio poter essere viziata e coccolata, voglio dichiarazioni in ristoranti con tanto di sviolinata, voglio trovare un regalo inaspettato, voglio trovare un gesto o una parola in ogni momento di distanza, voglio un principe che conquisti ogni giorno la sua principessa. Voglio profumarmi di dolcezza e affacciata alla finestra aspettare il suo arrivo, correre per le scale e trovarlo fuori dall’auto, in piedi che mi abbraccia e mi dice quanto gli sono mancata, che mi apre lo sportello e mi faccia trovare il mio cioccolatino preferito e che mi porti in un posto che proprio non posso conoscere, voglio che mi sorprenda con i suoi sguardi da innamorato perso, voglio che mi ami alla follia. Voglio che desideri fare l’Amore dove entrambi regaleremmo all’altro i nostri corpi, no, non i nostri corpi, le nostre anime, mentre all’orecchio ti chiamo per nome: Amore.  

Voglio l’Amore. Questa notte io sogno Amore. 

E con le amiche è sempre la stessa storia. 

E ci siamo trovate tutte d’accordo. Nessuna di noi si ricorda di un vero e lungo corteggiamento. E ci siamo ritrovate unite anche in questo, unite nella rassegnazione. Stufe e rassegnate, ma vogliose di credere che si può ancora volare in alto, almeno con la fantasia, ed allora ecco i lunghi silenzi con gli sguardi nel vuoto, nell’immaginare l’uomo che desideriamo trovarsi un giorno non per caso ad aspettarci in uno dei nostri luoghi comuni di tutti i  giorni, armato di un sorriso e una gran voglia di stringerti a se, con un bagaglio di amore e sentimenti. 

Sognare con ci costa nulla, è tornare alla realtà che è un conto salato. 

Nella prossima vita voglio rinascere uomo. 

E nella prossima vita voglio rinascere uomo per trovare una donna come me, per farmi fare felice da una donna come me, e per far felice una donna come me. 

Uomo dice alla Donna quant’è complicata, che non sa cosa deve fare per renderla felice, bhe, io un inizio l’ho dato, ora il mio principe azzurro deve solo leggere, ascoltare e apprendere. 

E nella prossima vita voglio rinascere uomo, ma intanto mi godo quella che ho attendendo con fede e pazienza che il mio principe sconfigga l’ennesimo drago e si avvicini sempre più alla mia alta torre.

 

– – – AMEN SORELLA! – – –

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brr…

venerdì 14 dicembre '07 at 2:15 am (insomnia, italiano, love, stars, thoughts)

Prima ho aperto la finestra della cucina e – meraviglia! – nel cielo buio e terso, appena sopra l’orizzonte, ecco Orione…

Questo ho paura che significhi che è proprio arrivato l’inverno. Già, ancora una settimana e l’autunno sarà finito. Sono volati questi mesi, eppure sono successe così tante cose… Chissà l’inverno cosa porterà?

* * * * * * * * Io continuo a sperare nella neve!! * * * * * * * *

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sleepwriting

mercoledì 12 dicembre '07 at 2:13 pm (insomnia, italiano, lolcats, lyrics, writing)

Ultimamente mi capita di svegliarmi nel bel mezzo della notte, per nessun motivo apparente… Mi sveglio, mi sento vagamente infastidita, ho sonno. Mi riaddormento subito. Il più delle volte ho in mente qualche sogno che ho fatto, delle parole, delle frasi. E’ che di notte sono sempre troppo stanca per accendere la luce, alzarmi, prendere nota di tutte queste cose… per fortuna al giorno d’oggi si possono prendere appunti sul cellulare! Chiaramente, è quello che faccio.

Ieri notte mi sono svegliata pensando a questa parola: sleepwriting. Esiste? A quanto pare, sì. In inglese sleepwalking vuol dire sonnambulismo; sleepwriting potrebbe voler dire qualcosa come “scrivere nel sonno”. Nel mio caso, sognare di scrivere delle cose e poi svegliarsi e scriverle sul serio. Nonsense? Può darsi… ma chissà che cosa si può tirare fuori da un chilo di insensatezza… forse, qualche grammo di saggezza.

Ho trovato anche un post interessante a proposito… evidentemente non sono l’unica che si fa venire certe idee!

Awake… 

Shake dreams from your hair
My pretty child, my sweet one.
Choose the day and choose the sign of your day
The day’s divinity
First thing you see.

A vast radiant beach in a cool jeweled moon
Couples naked race down by its quiet side
And we laugh like soft, mad children
Smug in the wooly cotton brains of infancy
The music and voices are all around us.
Choose they croon the Ancient Ones
The time has come again
Choose now, they croon
Beneath the moon
Beside an ancient lake
Enter again the sweet forest
Enter the hot dream
Come with us
Everything is broken up and dances.

— The Doors – “Awake”

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