follow the white rabbit

giovedì 29 novembre '07 at 7:06 pm (daydreaming, insomnia, italiano, quotes, thoughts)

Ho fatto un sogno. Non stanotte, ma tanto tempo fa. Uno di quei sogni che non si dimenticano… che poi non sono proprio delle storie con un inizio e una fine, sono più delle immagini, delle cose che si vedono come sbirciando da una finestra. I sogni, d’altra parte, sono così.

Ho pensato a parecchie cose ultimamente. Ho sentito parole che mi hanno fatto pensare, sono successe cose che in qualche modo non posso ignorare. Sto perdendo la percezione del tempo… Ho l’impressione, a volte, di muovermi come su una specie di rotaia attraverso gli eventi. Come se le cose, gli eventi, fossero già lì, e io in qualche modo ci viaggiassi attraverso, guardandoli come dal finestrino di un treno.

Ho questa strana sensazione che il tempo accelererà dal primo dicembre in poi. Non posso mica farci nulla però.

Pensavo di aver raggiunto il fondo qualche tempo fa. A furia di scavare, mi sembrava di avere finalmente incontrato uno strato roccioso. Mi sentivo giù, ma dopotutto non stavo così male in fondo alla mia buca. Adesso, invece, mi accorgo che il pozzo è molto più profondo, come il pozzo del Bianconiglio. Quando finirà questa caduta? Anche io, come Alice, mi chiedo se magari non cadrò giù, giù, giù fino ad attraversare tutta la Terra, arrivando dall’altra parte. Magari alle isole Cook! Non sarebbe poi così male… ma non ho fretta di arrivare in fondo.

Cado, e cadendo mi guardo un po’ in giro. Come Alice, penso a cose assurde, dico cose assurde. Faccio domande senza risposta, o di cui la risposta non mi interessa nemmeno così tanto in fondo. Così, aspetto…

Ogni tanto mi appisolo e magari capita che sogno. La cosa che mi preoccupa un po’, a dire il vero, è che quando finalmente raggiungerò il fondo del pozzo e mi risveglierò, poi dovrò percorrere tanta strada per uscirne fuori. O forse ci sarà una scorciatoia? Oppure mi risveglierò e scoprirò di aver solo sognato di cadere? O magari qualcuno mi butterà una scaletta di corda? Chi può dirlo. Sono domande che mi faccio ma di cui la risposta, adesso, mi è del tutto indifferente.

Ci dev’essere qualcosa che abbia un senso, là fuori. Forse in fondo al pozzo, o forse no. Mi è tutto così indifferente… E’ molto rassicurante guardare le cose che scorrono al di là di un finestrino, o che scorrono davanti ai miei occhi mentre cado, troppo lontane perché io le possa guardare bene o afferrare. Ma non posso vivere per sempre così, vi pare?

In another moment down went Alice after it, never once considering how in the world she was to get out again.

The rabbit-hole went straight on like a tunnel for some way, and then dipped suddenly down, so suddenly that Alice had not a moment to think about stopping herself before she found herself falling down a very deep well.

Either the well was very deep, or she fell very slowly, for she had plenty of time as she went down to look about her and to wonder what was going to happen next. First, she tried to look down and make out what she was coming to, but it was too dark to see anything; then she looked at the sides of the well, and noticed that they were filled with cupboards and book-shelves; here and there she saw maps and pictures hung upon pegs. She took down a jar from one of the shelves as she passed; it was labelled `ORANGE MARMALADE’, but to her great disappointment it was empty: she did not like to drop the jar for fear of killing somebody, so managed to put it into one of the cupboards as she fell past it.

`Well!’ thought Alice to herself, `after such a fall as this, I shall think nothing of tumbling down stairs! How brave they’ll all think me at home! Why, I wouldn’t say anything about it, even if I fell off the top of the house!’ (Which was very likely true.)

Down, down, down. Would the fall never come to an end! `I wonder how many miles I’ve fallen by this time?’ she said aloud. `I must be getting somewhere near the centre of the earth. Let me see: that would be four thousand miles down, I think–‘ (for, you see, Alice had learnt several things of this sort in her lessons in the schoolroom, and though this was not a very good opportunity for showing off her knowledge, as there was no one to listen to her, still it was good practice to say it over) `–yes, that’s about the right distance–but then I wonder what Latitude or Longitude I’ve got to?’ (Alice had no idea what Latitude was, or Longitude either, but thought they were nice grand words to say.)

Presently she began again. `I wonder if I shall fall right through the earth! How funny it’ll seem to come out among the people that walk with their heads downward! The Antipathies, I think–‘ (she was rather glad there was no one listening, this time, as it didn’t sound at all the right word) `–but I shall have to ask them what the name of the country is, you know. Please, Ma’am, is this New Zealand or Australia?’ (and she tried to curtsey as she spoke–fancy curtseying as you’re falling through the air! Do you think you could manage it?) `And what an ignorant little girl she’ll think me for asking! No, it’ll never do to ask: perhaps I shall see it written up somewhere.’

Down, down, down. There was nothing else to do, so Alice soon began talking again. `Dinah’ll miss me very much to-night, I should think!’ (Dinah was the cat.) `I hope they’ll remember her saucer of milk at tea-time. Dinah my dear! I wish you were down here with me! There are no mice in the air, I’m afraid, but you might catch a bat, and that’s very like a mouse, you know. But do cats eat bats, I wonder?’ And here Alice began to get rather sleepy, and went on saying to herself, in a dreamy sort of way, `Do cats eat bats? Do cats eat bats?’ and sometimes, `Do bats eat cats?’ for, you see, as she couldn’t answer either question, it didn’t much matter which way she put it. She felt that she was dozing off, and had just begun to dream that she was walking hand in hand with Dinah, and saying to her very earnestly, `Now, Dinah, tell me the truth: did you ever eat a bat?’ when suddenly, thump! thump! down she came upon a heap of sticks and dry leaves, and the fall was over.

— da “Alice’s Adventures in Wonderland” di Lewis Carroll

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the long and winding road

giovedì 15 novembre '07 at 12:59 pm (english, girl-powered, insomnia, love, quotes)

This blog is not dead, it’s just sleeping. Like Sleeping Beauty, it just looks dead.

Waiting isn’t always cool, but what else can I do.

“Don’t find love, let love find you. That’s why it’s called falling in love, because you don’t force yourself to fall, you just fall.” — Unknown

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where do we go from here?

lunedì 5 novembre '07 at 10:36 pm (cryptic, daydreaming, italiano, love, quotes, thoughts)

Certo che il mondo è proprio un posto strano e ingiusto.

Desideriamo delle cose che però non arrivano quasi mai quando le vorremmo. Spesso dei piccoli segnali o segni del destino che dir si voglia sono visibili solo a noi, anche se si manifestano quando altre persone sono presenti. A volte la nostra idea di idillio e perfezione combacia con l’idea di normalità o addirittura declino e imperfezione di qualcun altro.

E sono proprio queste le cose che mi intristiscono, le piccole illusioni quotidiane, le bugie in cui vogliamo credere e gli attimi imperfetti che ci sforziamo di vedere perfetti.

Nel bene e nel male, le cose non vanno mai come si vorrebbe e la ruota non gira quasi mai nel verso desiderato.

Come cazzo funzionano le interazioni umane, me lo chiedo spesso. A volte ho l’impressione che ciascuno di noi viva vite separate, su dimensioni parallele, che si intersecano solo brevemente.

E poi non capisco proprio come sia possibile che a volte poniamo delle domande a qualcuno e riceviamo risposte da qualcun altro.

Che fare? Niente, mica mi lamento…

Vorrei solo a volte che tutti i vari frammenti sparsi si potessero ricomporre come un puzzle, senza che ne rimanesse escluso nessuno, come invece a volte succede quando si smonta e poi rimonta qualcosa, e c’è sempre il pezzettino extra che non si sa bene dove debba andare. Vorrei che il passaggio tra i vari opposti fosse liscio, limpido e indolore (tra il dentro e il fuori, il pensiero e l’azione, il sogno e la realtà, etc…). Vorrei poter dire sempre tutto, scrivere tutto e fare tutto, intendo tutto quello che desidero in un preciso momento, avendo la forza di non rimpiangere mai nulla.

Ecco che cosa vorrei davvero: lucidità e coraggio.

No, ho detto una cazzata. Quello che vorrei davvero è qualcos’altro. Qualcosa che non si può scrivere in un blog.

E questo, per la cronaca, è l’ultimo post taggato cryptic del blog dei munchies. Quel tag muore qui, e forse – a dire la verità – anche il blog!

The Road goes ever on and on,
Down from the door where it began.
Now far ahead the road has gone,
And I must follow, if I can,
Pursuing it with eager feet,
Until it joins some larger way
Where many paths and errands meet.
And whither then? I cannot say.
— Bilbo Baggins

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the importance of being earnest

sabato 3 novembre '07 at 3:10 am (cryptic, girl-powered, insomnia, italiano, lyrics)

A quanto pare non posso scrivere tutte le cazzate che mi passano per la testa dato che per lo più vengono interpretate come deliri di una sedicenne psicotica e mestruata. Considerando che i sedici anni li ho superati da un pezzo e – che io sappia – non ho seri disturbi della psiche né sono perennemente in preda a tempeste ormonali, ho due possibilità: accettare di buon grado la critica come un fatto costruttivo e come spunto per pubblicare dei post più sensati, comprensibili e meno criptici oppure fottermene.

In questo preciso istante, sarei tentata dalla prima ipotesi. Tuttavia, odio l’idea di assecondare i desideri altrui così tanto per fare e quindi temo che continuerò testardamente ad essere criptica e tardo-adolescenziale. A parte che io capisco benissimo i miei post… and that’s all that matters!

Questo post lo taggo come cryptic così tanto per gradire. Anzi già che ci sono incollo anche il testo di una canzone da tipa acida e un po’ nevrotica.

Lay me spread eagle out on your hill yeah
Then write a book ‘bout how I wanted to die
It’s hard to talk with your dick in my mouth
I will try to scream in pain a little nicer next time

White boy … don’t laugh … don’t cry … just die!

I’m so sorry if I’m alienating some of you
Your whole fucking culture alienates me
I can not scream in pain from down here on my knees
I’m so sorry that I think!

White boy … don’t laugh … don’t cry … just die!

— Bikini Kill – “White Boy”

 

PS: Ho trovato una citazione carina di questa Rebecca West su wikipedia:

Only part of us is sane:
only part of us loves pleasure and the longer day of happiness,
wants to live to our nineties and die in peace, in a house that we built,
that shall shelter those who come after us.

The other half of us is nearly mad.
It prefers the disagreeable to the agreeable,
loves pain and its darker night despair,
and wants to die in a catastrophe that will set back life to its beginnings
and leave nothing of our house save its blackened foundations.

Non so come mai, ma ti capisco proprio, cara Rebecca. Ciò mi conforta.

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spooky grasshoppers

giovedì 1 novembre '07 at 11:27 pm (cryptic, grumpy, italiano, tarot)

L’umore oggi è veramente sotto le scarpe, sarà Novembre, sarà quel che vi pare, ma davvero oggi sono più cupa dell’altra faccia della Luna.

Potrei cercare di trarre qualche pseudo-insegnamento o conforto dalla carta che ho estratto prima, ma avendo appena finito di leggere “La svastica sul sole” di Philip Dick mi sentirei anche peggio affidandomi a sistemi di divinazione strampalati e criptici.

La mia unica consolazione è che presto abiterò da sola a Pavia, dove potrò deprimermi ad libitum, ma almeno circondata da cose belle (che presto documenterò, credo).

Ecco qua la carta che ho estratto. Ci manca solo che mi metta a lanciare le monete per comporre esagrammi adesso. Mah.

Ace of Pentacles (R) – Difficulty getting a project started or finished on time or to satisfaction. Inability to handle a basic, debilitating fear. Accept that you are capable of making the wrong choices and use your gifts of practical organization. Trust your “inner” voice now. Draw off your “inner” strengths to manifest what you want in both the internal and external worlds. The time has come for you to leave the familiar behind and travel through the Gateway to the mountains of wisdom. You have learned how material gifts can be abused by selfishness, by extreme competition or mistrust, by an over-dependency on security and comfort. Use this knowledge and wisdom to deal with your problems. It is time for you to move on – grow up and assert your independence.

Questions to Answer: What new opportunities for work, stability, home, money or health do you have? What is making you feel secure and grounded? How can you use a recent gift? What plan are you putting in motion? What kind of seeds are you planting? How are you being rewarded for your accomplishments?

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