do or die
Mi sono imbattuta per caso nell’idea della “programmazione neurolinguistica” (o PNL). Sembrerebbe una specie di cosa a metà tra autosuggestione e profezie autoavveranti, con una spruzzatina di autoanalisi transazionale. Questo, ancora una volta, mi ha fatto pensare, principalmente a quanto sono brava a boicottarmi e sabotarmi, cercando sempre nuovi modi di giustificarmi ed assegnando colpe a destra e a manca, mordendomi la coda come un cane cerebroleso e girando su me stessa come un topo ballerino.
Il problema è che forse mi è più facile obbedire piuttosto che scegliere liberamente di volta in volta. Se lasciata per conto mio, per dirne una, non avrei cazzi di andare in palestra, ed è proprio per questo motivo che ho detto a un personal trainer quello che vorrei fare e l’ho pagato per obbligarmi a farlo. E’ un po’ contorto ma funziona! Ho dovuto solo appigliarmi a quella piccola briciola di temporanea follia mista a latente determinazione che mi ha consentito di innescare il processo.
Beh, non tutti funzionano in modo lineare e logico-razionale; proprio come per far mangiare il pesce ai bambini bisogna camuffarlo da bastoncino Findus, così devo fare io con me stessa per ottenere dei risultati, a rischio di sembrare deficiente.
Forse mi è più semplice credere di non avere forza di volontà o autostima piuttosto che ammettere di essere una specie di amazzone-valchiria-wonderwoman e comportarmi di conseguenza.




